Venerdì 14 Dicembre 2018 | 21:13

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Olimpiadi: dal mare alla neve la strana sfida dei paesi mediterranei

TORINO - Dalle coste del Mediterraneo o comunque da paesi che non hanno sicuramente gli sport della neve e del ghiaccio nella loro tradizione: ma al totale di 2645 atleti che parteciperanno ai Giochi di Torino 2006 contribuiranno anche le striminzite spedizioni, spesso un atleta solo, che arrivano dall'Algeria come dalla Turchia, dal Libano, o da Israele, Albania, Cipro. Da paesi, insomma, che si solito trovano spazio, e magari anche un po' di gloria, ai Giochi del Mediterraneo.
Un solo atleta sono, per esempio riusciti a mandare a Torino Algeria, Albania e Cipro. Noureddine Maurice Bentoumi, nato in Algeria, ma residente a Grenoble (il che giustifica la sua frequentazione con la neve) si cimenterà nel fondo. E' iscritto all'inseguimento, alla 15 km e alla 50. Nello sci alpino (slalom e gigante) si cimenteranno invece l'albanese Erjon Tola e il cipriota Theodorus Christodoulou.
Tre gli iscritti libanesi, due uomini e una donna. Chrine Njeim, ventiduenne di Beirut, sembra intenzionata a cimentarsi in tutte le discipline dello sci alpino femminile, dalla libera allo slalom. Soltanto per lo slalom maschile si presenta invece Georges Salame, anche lui di Beirut, mentre Patrick Antaki ha fatto la strana scelta dello skeleton, probabilmente giustificata dal fatto che risiede negli Usa.

Delegazioni relativamente più consistenti quella israeliana e quella turca: rispettivamente cinque e sei atleti.
Gli israeliani, tre uomini e due donne, si dividono tra pattinaggio di figura, con due coppie iscritte alla gara di danza su ghiaccio, e lo sci alpino maschile in cui saranno rappresentati da Mikail Renzhin che sfiderà Rocca e Raich in slalom e gigante.
Perfetta pari opportunità, tre uomini e tre donne, nella squadra turca. Ci sono tre fondisti, Kelime Aydin per le gare femminili e Sabahattin Oglago e Muhammet Kizilarslan per quelle maschili. Due slalomisti, Duygu Ulusoy tra le ragazze e Hamot Sare tra gli uomini. E una pattinatrice, la ventunenne Tugba Karademir, che cercherà di sfruttare a favore del suo paese l'esperienza acquisita in Canada, dove vive.
Non saranno famosi, ma una piccola avanguardia dei paesi emergenti che cercano di insidiare lo storico dominio dei nordici e dei montanari padroni delle nevi e dei ghiacci.

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