Lunedì 17 Dicembre 2018 | 05:44

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Gianfranco Fini rintuzza Prodi: La riforma coraggiosa della Legge Biagi ha tagliato le percentuali di disoccupazione

ROMA - Se in Italia siamo «percentualmente al livello più basso di disoccupazione» il merito è delle «riforme coraggiose» varate dal governo sul lavoro e «in particolare quella che porta il nome di un martire che è Marco Biagi». Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini in un filo diretto ai microfoni di «Radio Anch'io».
In un mondo come quello di oggi, ha aggiunto Fini, «l'alternativa non è tra contratto a tempo indeterminato e flessibilità ma tra flessibilità», che pure si deve puntare a stabilizzare, «e precarietà».
Il leader di An ha poi ribadito che «tutto il lavoro merita rispetto» e che la Cdl non può permettersi di avere posizioni «di classismo strisciante: vanno elogiati commercianti e imprenditori ma vanno rispettati gli operai e i lavoratori dipendenti».
Di qui, ha concluso, la necessità nella prossima legislatura di ripartire dal Patto per l'Italia.

PER L'UNIONE E' IMPOSSIBILE CONCILIARE OPPOSTI COME FISICHELLA E CARUSO
L'Unione si è messa d'accordo, ammesso che l'abbia fatto, solo perchè ieri «Mastella non si è presentato al vertice mentre la Bonino se n'è andata». Ha sottolineato il vice premier Fini «conciliare gli opposti è impossibile e l'Unione è divisa su temi come famiglia, politiche contro la tossicodipendenza, grandi opere, nucleare». Fini ha quindi precisato che «conciliare posizioni diverse è sempre difficile e le ali radicali hanno idee opposte. Quindi, credo che sia estremamente difficile mettere d'accordo le posizioni di Fischella con quelle del futuro onorevole Caruso. Aspettiamo di conoscere - conclude - su cosa si sono messi d'accordo ma su alcune questioni ci sono delle ambiguità di fondo».

DIETRO PROTESTA CONTRO LE VIGNETTE IRAN E SIRIA O INTEGRALISTI
«Quella delle vignette è una vicenda strumentalizzata perchè non c'è dubbio che dietro le manifestazioni di protesta ci sono o alcuni Stati, Iran e Siria in particolar modo, ed è una mia ipotesi autorevolmente ripresa anche da Condoleezza Rice, o gruppi di integralisti islamici che cercano di alzare il livello dello scontro». Ha ribadito, ai microfoni di «Radio Anch'io».
Il confine tra satira e blasfemia, ha aggiunto Fini, «è molto sottile, ed è dettato dalla sensibilità personale: non possiamo e non dobbiamo irridere i valori religiosi ma - sottolinea - nello stesso tempo non possiamo accettare che qualcuno soffi sul fuoco per incitare alla guerra santa».

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