Martedì 11 Dicembre 2018 | 16:52

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Droga: le nuove funzioni di comunità e strutture private

ROMA - Strutture «autorizzate», «accreditate» o «convenzionate»: sono i tre tipi di strutture del privato sociale previste dalle nuove norme in materia di droga. E quelle accreditate (in base a specifici requisiti) potranno, ed è la principale novità, certificare se una persona è tossicodipendente o no, compito finora spettante esclusivamente al servizio pubblico.
Un elemento non da poco, visto che da questa certificazione di tossicodipendenza dipenderà la possibilità, o meno, per la persona accusata di detenzione o spaccio di droga, di poter usufruire delle misure alternative al carcere. Partendo dal principio che «le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano assicurano la libertà di scelta di ogni singolo utente relativamente alla prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze», la nuova legge prevede tre tipi di strutture private:

STRUTTURE AUTORIZZATE - Avranno il compito di: accogliere tossicodipendenti agli arresti domiciliari, in affidamento in prova, oppure, ed è una novità, sanzionati con il lavoro di pubblica utilità; convenzionarsi con il Ministero della Giustizia; effettuare analisi delle condizioni cliniche, socio-sanitarie e psicologiche del tossicodipendente; eseguire controlli clinici e di laboratorio necessari per accertare lo stato di tossicodipendenza, da effettuarsi presso strutture pubbliche accreditate per tali tipologie di accertamento; individuare il programma farmacologico o le terapie di disintossicazione e diagnosi delle patologie in atto, con particolare riguardo alla individuazione precoce di quelle correlate allo stato di tossicodipendenza; elaborare, attuare e verificare un programma terapeutico e socio-riabilitativo, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di trattamento di ogni singolo utente; progettare ed eseguire in forma diretta o indiretta di interventi di informazione e prevenzione.

STRUTTURE ACCREDITATE - Avranno il compito di certificare lo stato di tossicodipendenza, anche al fine di ottenere i cosiddetti «benefici penitenziari». I requisiti per l'accreditamento dovranno essere stabiliti dalle Regioni.

STRUTTURE CONVENZIONATE - Dovranno esercitare attività di prevenzione, cura, recupero e riabilitazione con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale.
La legge prevede poi che, in considerazione dell'eventuale impatto dell'attività di certificazione sulla spesa degli enti locali nel caso in cui tale attività impegni risorse pubbliche; della «supposta discriminazione tra comunità più attrezzate e piccole comunità non in grado di dotarsi delle strutture e delle professionalità indicate tra i necessari requisiti organizzativi; della necessità di garantire alla comunità terapeutica l'esercizio di tale funzione pubblica in un contesto di sicurezza, il rilascio della certificazione dello stato di tossicodipendenza «potrà essere delegato a soggetti accreditati da parte del servizio pubblico nel più ampio e adeguato assetto dipartimentale del sistema dei servizi».

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