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Un viaggio premio trasformato in tragedia

Roma - Pullman in scarpata: le salme dei passeggeriROMA - Se alcuni non avessero le coperte militari dei soccorsi sulle spalle e l'aria sparuta di chi ha appena subito uno choc, il gruppo di uomini eleganti che scende a piedi da via Romeo Romei potrebbe senza dubbio provenire da una serata galante. Come difatti era: agenti commerciali turchi della Ford di ritorno da una serata speciale nella esclusiva Villa Miani. Ma il viaggio premio della casa automobilistica ha avuto un tragico imprevisto: il settimo degli otto bus che riportava all' Excelsior la delegazione di circa 350 turchi, non curva nel tornante di via Trionfale, sfonda un muretto e precipita per una quindicina di metri in un giardino privato: dodici morti e venti feriti di cui sei gravi.
Miracolosamente e inspiegabilmente, è salvo l'autista del pullman, l'unico italiano oltre ai 31 passeggeri. Miracolosamente perchè l'automezzo è precipitato giù di testa, e come una freccia si è quasi conficcato nel terreno, rimanendo in verticale simile a un monumento spettrale e fuori posto nei pochi metri quadrati di verde condominiale. Agli inquilini delle due palazzine che affacciano sul giardino ed ai soccorsi, giunti in pochissimi minuti, la scena è apparsa ovviamente raccapricciante: cadaveri stesi qua e là tra le piante, vicino a un albero ad alto fusto, curvi tra le lamiere contorte del lato anteriore dell'autobus. Si comprende subito che l'incidente è gravissimo, sul posto accorre anche l'ambasciatore turco e il sindaco di Roma Walter Veltroni.
Trascorrono pochi minuti e quell'angolo tranquillo, residenziale e ben sorvegliato alle spalle del Tribunale di Roma di piazzale Clodio, pullula di uomini in divisa che lavorano freneticamente alla luce delle fotoelettriche e di un gigantesco generatore dei vigili del fuoco. I feriti vengono trasportati in tre, quattro ospedali della zona, si avviano le indagini, cominciano i rilievi. Con un' angoscia da sciogliere perchè in questo incidente c'è più di un aspetto da chiarire: la curva a gomito che l'autobus non ha percorso in via Trionfale è a un centinaio di metri dal grande cancello di Villa Miani, la strada non è ben illuminata, anzi forse la curva è completamente al buio, ma nessuno, nemmeno chi non conosce la strada, viaggerebbe a velocità sostenuta in quel tratto. Tanto meno se si è alla guida di un autobus carico.
Un paio di metri prima della curva, inoltre, comincia una lunga traccia di pneumatico che taglia la curva e finisce nella scarpata: una sola, non due parallele come di solito avviene per una frenata improvvisa. Dalle prime indagini sicuramente si possono escludere due ipotesi: alta velocità e ghiaccio. Ne rimangono due sui taccuini degli investigatori: il guasto meccanico e il malore dell'autista. Nel guasto meccanico rientrerebbe anche la possibilità che il motore si sia spento: per l'umidità o perchè il pullman è partito a motore ancora freddo. In questo caso, senza servosterzo nè servofreno controllare un automezzo di quelle dimensioni su una strada stretta e a tornanti è praticamente impossibile. L'autobus ha affrontato la curva ma non è riuscito a percorrerla tutta.

Per Veltroni la tragedia affratella il popolo italiano e quello turco: gli italiani piangono don Andrea Santoro, i turchi i loro caduti. «Sentiamo la Turchia un paese molto vicino», ha detto prima di andare via a tarda notte.
Intorno alle cinque i corpi sono stati portati via, la zona è più tranquilla. Resta soltanto quell' autobus bianco piantato là, in mezzo al giardino. A rimuoverlo, issandolo, sarà un mezzo speciale, di una ditta privata, atteso da Brescia. Non arriverà nella capitale prima del pomeriggio, poi la strada sarà chiusa e potranno cominciare le complesse operazioni
Francesco De Filippo

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