Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:14

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Vignette Maometto - Il Vaticano condanna la satira blasfema

CITTA' DEL VATICANO - «Una inammissibile provocazione». Il Vaticano dopo giorni di silenzio sul caso delle vignette contro Maometto, oggi, attraverso una nota in tre punti, ha precisato qual è la sua posizione nella battaglia che sta contrapponendo Occidente e mondo islamico. L'intervento d'Oltretevere da una parte si rivolge con durezza ai mass media europei colpevoli di non mostrare sufficiente rispetto verso le religioni, dall'altra «deplora» l'intolleranza e il fanatismo del mondo islamico, nemici della pace.
La Santa Sede dopo essere stata subissata di richieste di precisazioni, tra cui anche quelle di un ministro saudita, che chiedeva un'aperta condanna alla pubblicazione di vignette considerate blasfeme, ha deciso di far sentire la sua voce attraverso una misurata dichiarazione affidata alla Sala Stampa vaticana. Al primo primo punto viene ricordato che la libertà di pensiero sancita nella Dichiarazione dei Diritti dell'UOmo non implica affatto il «diritto di offendere il sentimento religioso» dei credenti. Siano essi cristiani, buddisti, ebrei o musulmani. Cosicchè la satira che rasenta il dileggio denota solo, si legge, «una mancanza di sensibilità umana». Il secondo punto, invece, fa riferimento alla «convivenza umana» che impone a tutti «un clima di mutuo rispetto, per favorire la pace» tra le nazioni. In quest'ottica è chiaro, sottolinea il Vaticano che «non è con tale via che si sanano le ferite esistenti nella vita dei popoli». Al terzo e ultimo punto della dichiarazione la condanna agli eccessi fondamentalisti dell'Islam che sta reagendo con minacce, azioni dimostrative davanti alle ambasciate danesi o emettendo medievali fatwe contro i giornalisti europei, di conseguenza mostrando al mondo il suo lato più oscuro. «Azioni violente di protesta sono deplorabili. Per reagire a un'offesa non si può venir meno al vero spirito di ogni religione. L'intolleranza reale o verbale», si legge, è una «seria minaccia alla pace». Oggi sull'argomento si è fatto sentire anche il giornale dei vescovi italiani, Avvenire, che in un caustico editoriale invita a riflettere su due episodi apparentemente distanti, la «misera battaglia» di quei giornali che si fanno beffe della fede altrui e che combattono solo per concedersi il «lusso di pubblicare vignette di Maometto» e il silenzio sotto il quale è passato il massacro di sei cristiani sull'isola di Jolo, nelle Filippine. «Nessun governo delle nazioni dove il cristianesimo è prevalente ha protestato, nessun paese europeo ha alzato la voce a difendere quelle povere vittime».

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