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Enea: da fonti rinnovabili solo il 10% di energia

industria, energiaROMA - Nel 2004 le fonti rinnovabili di energia hanno contribuito complessivamente al consumo interno lordo italiano per una percentuale di poco superiore al 7%. E per il futuro la quota non salirà oltre il 10% almeno per i prossimi anni. Lo afferma l'Enea nel rapporto «Energia e Ambiente 2005» presentato a Roma.
La produzione di energia elettrica da rinnovabili ammonta nel 2004 a oltre 55 TWh, pari al 16% del consumo interno lordo di energia elettrica. Rispetto al 2003, si assiste ad un aumento medio della produzione di elettricità da rinnovabili del 16%. Oltre il 75% della produzione da rinnovabili proviene dall' idroelettrico; geotermia e biomasse (inclusi i rifiuti) contribuiscono per circa il 10%, l'eolico per il 3% e il fotovoltaico solo per lo 0,05%.
«Le fonti rinnovabili sono un importante contributo alla produzione di energia ma non sono la soluzione», ha detto il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, sottolineando che gas e carbone pulito sono le strade da percorrere per arrivare a una soluzione al massimo entro 36 mesi. Il problema per le rinnovabili, secondo Matteoli, non sono solo i comitati del no che impediscono di realizzare qualsiasi impianto, ma anche le risorse. «Il costo del solare è enorme - ha affermato il ministro - gli incentivi durano una settimana. Sono contento di investire in rinnovabili ma ho bisogno di risorse».

Chi è pronta a investire sulle fonti pulite è l'Enel: un miliardo nei prossimi 2-3 anni, ha riferito l'amministratore delegato, Fulvio Conti. «Il solare costa 5 volte l'energia normale e se non c'è qualcuno che riserva fondi - ha detto Conti - il solare non si fa».
A volte però il problema è anche nelle autorizzazioni, come per l'eolico. «Potremmo raggiungere i 10.000 Mw nei prossimi 5 anni - ha detto il direttore generale del ministero dell' Ambiente, Corrado Clini - gli investitori privati ci sono, sono stati individuati i siti in Puglia, Sardegna e dorsale appenninica ma mancano le autorizzazioni».

Secondo la mappa Enea dell'eco-energia in Italia, il contributo totale da fonte eolica, solare, rifiuti, biocombustibili, biogas e legna (esclusa quella da ardere utilizzata per riscaldamento), cresce sul totale delle rinnovabili da poco più del 14% del 2000 al quasi 26% del 2004. L'idroelettrico, che fornisce la quota più rilevante, è caratterizzato da una fluttuazione da attribuire a fattori di idricità, mentre la geotermia mostra un aumento intorno al 10% sull'intero periodo. Per quanto riguarda le altre rinnovabili si evidenziano il buon incremento della produzione da biomassa e rifiuti e, a partire dal 2004, la ripresa dell'eolico dopo il forte sviluppo fatto segnare nel corso del 2001 e il rallentamento riscontrato nei due anni successivi.
Per il solare, il recente decreto sugli incentivi ha ridato fiato a una «lunga fase di stagnazione» anche se, scrive l' Enea nel rapporto, «il raggiungimento dell'obiettivo di 300 MW di potenza al 2015 non sembra da solo in grado di modificare in modo significativo la quantità di generazione elettrica da fonte solare». Per quanto riguarda i biocombustibili, nel 2004 è stata stimata una sostituzione di energia primaria pari a oltre 11.700 TJ, con un aumento vicino al 10% rispetto al dato 2003. Alla crescita del settore ha contribuito in modo significativo la totale abolizione di imposizioni fiscali sul biodiesel per riscaldamento e gli incentivi fiscali concessi per le miscele di combustibili da autotrazione utilizzanti biocombustibili.

«Complessivamente, comunque - conclude l'Enea - siamo ancora lontani da un vero decollo delle rinnovabili in Italia, e i meccanismi di incentivazione messi in atto non sembrano ancora in grado di far conseguire il target del 22% del consumo interno lordo al 2012».

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