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Iran: la nostra ripresa della ricerca nucleare è «irreversibile»

Iran nucleare - Iranian Atomic Energy OrganizationTEHERAN - L'Iran ritiene che non vi sia «alcuna base giuridica» per un rinvio del suo caso nucleare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, come deciso ieri sera a Londra dai cinque membri permanenti di questo organismo più la Germania. Lo ha detto oggi il capo dell'agenzia iraniana per l'energia nucleare, Gholamreza Aghazadeh, citato dall'agenzia semi-ufficiale Isna.
La televisione e la radio di Stato di Teheran hanno finora ignorato la notizia della decisione presa a Londra. La radio iraniana ha anzi detto che «nessun risultato importante» è uscito dalla riunione dei sei ministri degli Esteri nella capitale britannica.
«In base ai regolamenti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) - ha detto Aghazadeh - gli europei non possono trovare un modo per riferire il caso al Consiglio di Sicurezza. Questo è per loro il problema più grande. Ma probabilmente possiamo trovare una via d'uscita da questa situazione attraverso vie diplomatiche».
Sono stati i Paesi europei, con l'assenso degli Usa, a chiedere il rinvio del caso al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dopo che l'Iran, il 10 gennaio scorso, ha tolto i sigilli dai suoi impianti per la ricerca sul combustibile nucleare. In precedenza, nell'agosto del 2055, aveva riavviato le attività di conversione dell'uranio, ultimo passo prima dell'arricchimento.
Queste attività erano state sospese per circa due anni da Teheran nell'intento di creare un clima di fiducia nelle trattative in corso con Francia, Germania e Gran Bretagna.

RIPRESA RICERCA E' 'IRREVERSIBILE'
La decisione dell'Iran di riprendere la ricerca sul combustibile nucleare è «irreversibile». Lo ha detto oggi alla televisione di Stato il vice capo del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale (Scsn), Javad Vaidi, che ieri a Bruxelles ha incontrato i rappresentanti di Francia, Germania e Gran Bretagna e il responsabile della politica estera comune della Ue, Javier Solana.
Proprio la rimozione dei sigilli dagli impianti destinati alla ricerca e sviluppo, avvenuta il 10 gennaio scorso, aveva indotto gli europei a chiedere il rinvio del caso iraniano al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Vaidi ha detto di avere comunicato ieri ai rappresentanti della Ue che l'Iran insiste sulla «continuazione delle sue attività pacifiche» non chiudendo la strada «alle vie diplomatiche».
Ma «le attività di ricerca e sviluppo - ha aggiunto il responsabile iraniano - sono un diritto dell'Iran che non può essere ignorato e sono irreversibili». Esse comunque, ha aggiunto Vaidi, «non hanno alcuna connessione con la produzione industriale di uranio arricchito», che quindi per il momento rimane sospesa.

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