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L'inaugurazione dell'anno giudiziario a Bari

Giacinto de Marco, presidente Corte d INFILTRAZIONI DELLA MAFIA NEGLI APPALTI: LA DDA HA APERTO 47 FASCICOLI
Le organizzazioni mafiose baresi e foggiane starebbero alzando il tiro e punterebbero a infiltrarsi «in alcuni settori degli appalti, dei servizi pubblici e delle attività economiche», come fa Cosa Nostra in Sicilia. È la denuncia contenuta nella relazione del presidente della Corte d'appello di Bari, Giacinto de Marco, all'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Per crimini commessi da associazioni mafiose nel settore della concessione di appalti e servizi pubblici nel distretto della Corte d'appello di Bari (che comprende le province di Bari e Foggia) la Dda del capoluogo pugliese ha aperto «ben 47 fascicoli». «È un dato - rileva de Marco - che conferma la tendenza all'aumento di questo fenomeno criminale, aumento che si era già registrato nel precedente periodo di rilevazione e che fa totalizzare un +62% in tre anni. Un duro colpo a tali associazioni lo danno i cosiddetti "pentiti"».
Sul fronte della guerra in atto da tempo tra clan baresi, de Marco conferma l'utilizzo nella faida di «elementi giovani» e denuncia che «particolare allarme» lo «suscita la circostanza che molti omicidi e scontri a fuoco vengono commessi nelle vie del centro città». «Nel Foggiano - scrive il presidente - si è acuito il contrasto fra opposte fazioni criminali, con recrudescenza di atti di sangue consumati in un clima di singolare omertà».
Allarmante viene definito poi il traffico dall'Albania di sostanze stupefacenti in atto sul territorio pugliese che rappresenta «una rilevante concausa del temuto incremento qualitativo della criminalità comune». Sul fronte del traffico di droga «sono stati aperti 1.834 nuovi fascicoli ed il dato - spiega de Marco - è preoccupante, giacché sintomatico di un fenomeno in continua espansione. Il 50% dei reati di spaccio si è consumato nel territorio di Foggia dove la situazione preoccupa, in generale, per una delinquenza agguerrita e molto pericolosa caratterizzata da evidenti infiltrazioni di gruppi organizzati soprattutto nel capoluogo. Notorio è il rilevante numero di omicidi».

I PADRI ARMANO I FIGLI MINORI PER UCCIDERE
Nelle organizzazioni mafiose baresi si assiste all'«allarmante» fenomeno che «vede i padri armare i figli minori e indurli alla violenza omicida». È uno dei passaggi contenuti nella relazione del presidente della Corte d'appello di Bari, Giacinto de Marco, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Per contrastare questo fenomeno il Tribunale e la Procura per i minorenni hanno chiesto alla Dda di Bari copia degli atti disponibili sui maggiorenni coinvolti in fatti di associazione mafiosa e di criminalità organizzata allo scopo di accertare se essi «hanno figli minori e se tali minori sono a rischio di pregiudizio per la negativa influenza dei genitori».
Citando la relazione giunta dal Tribunale e dalla Procura per i minorenni, de Marco scrive che la caratteristica della criminalità minorile barese è nella sua «mafiosità» che «non si limita alla sola strumentalizzazione di minori per la consumazione di omicidi nelle guerre tra bande, ma contiene come elemento di novità negativa la sub cultura della mafiosità, quella che mette in discussione i valori di solidarietà, lealtà e probità propri del vivere civile per diffondere e far prevalere le logiche dell'omertà e della fedeltà al proprio gruppo. Questo tema è divenuto tanto allarmante a Bari».
In base ai dati forniti, nel distretto sono stati compiuti da minorenni 13 omicidi, 5 tentativi di omicidio, 144 reati contro la pubblica amministrazione, 246 lesioni volontarie, 152 per spaccio di sostanze stupefacenti. Ci sono stati 133 arresti (21 in più del periodo precedente) e 6 fermi.
Preoccupazione viene espressa da de Marco anche per i problemi che affliggono il settore dell'assistenza sociale riservata ai minorenni.
«Non pochi Comuni della provincia di Foggia e alcuni di quella di Bari - è l'allarme riportato nella relazione - sono privi di assistente sociale (a Bari, le carenze sono particolarmente accentuate nei quartieri a rischio: come dimostra la vicenda della piccola Eleonora morta per fame ad Enziteto a 18 mesi); gli operatori sociali spesso non usufruiscono di corsi di formazione e di aggiornamento; i servizi sociali non sono informatizzati; mancano servizi specializzati sia in tema di abuso all'infanzia che di adozione».

PER LE INTERCETTAZIONI SPESI 5 MILIONI: S'INDAGA QUASI SOLO CON ESSE. A FOGGIA AUMENTATE OLTRE IL 90%
Sono cresciuti in un anno del 56% e si sono attestati a 4.971.179 euro i costi per le intercettazioni telefoniche ed ambientali disposte dalle Procure della Repubblica di Bari, Trani, Lucera e Foggia.
Lo rileva il presidente della Corte d'appello di Bari, Giacinto de Marco, nella relazione che sta tenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario.
«Nel distretto di Bari - scrive de Marco - tutte le Procure sono ricorse in maniera massiccia allo strumento delle intercettazioni telefoniche, facendo registrare grossi aumenti nel numero delle intercettazioni disposte. Mediamente si è avuto un incremento del 32% nel numero delle intercettazioni telefoniche disposte dalle Procure, con punte di oltre il 90% per la Procura di Foggia». «Si conferma dunque - conclude de Marco - la sempre maggiore tendenza degli inquirenti ad espletare indagini quasi esclusivamente mediante intercettazioni telefoniche e/o ambientali».

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