Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 18:41

GDM.TV

La società Stretto di Messina: solo slogan privi di fondamento

ponte sullo stretto di MessinaMESSINA - Agli ambientalisti che stamattina scendono in piazza stamattina per protestare contro il Ponte, la società Stretto di Messina replica parlando di «critiche prive di fondamento» «Le critiche diffuse dalla Rete no ponte a sostegno della manifestazione del 22 gennaio - si legge in una lunga nota - si basano su slogan privi di fondamento sul piano tecnico, ambientale, socioeconomico e finanziario. Si tratta infatti di affermazioni che contrastano con l'evidenza dei fatti, con quanto fissato nel progetto, con le approvazioni rilasciate dalle autorità competenti, con le valutazioni del Governo, del Parlamento italiano ed europeo, e con le sentenze, tutte a favore della società, finora emesse nei contenziosi avviati contro il ponte. «Il ponte - sottolinea la nota - non devasta l'ambiente. Il progetto ha superato il rigoroso esame delle competenti autorità ambientali e quelle del Tar ed al Consiglio di Stato che hanno respinto i vari ricorsi degli ambientalisti. In realtà sono state adottate molte precauzioni e metodologie realizzative che fanno del progetto un'opera all'avanguardia nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Il 23 gennaio verrà aggiudicata la gara internazionale per il monitoraggio ambientale, con un valore di circa 40 milioni di euro. E' uno strumento fondamentale ed innovativo, un guardiano dell'ambiente che tiene sotto controllo tutte le attività di cantiere e gli eventuali effetti su tutta l'area dello Stretto, pronto ad intervenire qualora non fossero rispettati i limiti di legge.

La Società ha inoltre già avviato studi di settore relativi ai flussi migratori dei cetacei e dell'avifauna nell'area dello Stretto di Messina. Proviamo però - continua la società Stretto di Messina - a spostare l'ottica da un'altra visuale: qual è la situazione ambientale oggi nello Stretto e come verrà migliorata con la realizzazione del ponte? Ogni anno 150 mila corse di traghetti tagliano lo Stretto di Messina, vale a dire oltre 400 corse giornaliere. In termini ambientali significa centinaia di ore motore al giorno che inquinano pesantemente l'ecosistema marino. Con il ponte ci sarà un drastico abbattimento delle emissioni di gas di scarico, una sensibile riduzione della congestione del traffico nelle aree urbane e la possibilità di recuperare ampie fasce costiere oggi devastate dal sistema di traghettamento ferroviario. Inoltre le aree di cantiere, al termine dei lavori, saranno progettate cosX da renderle fruibili per la popolazione valorizzando ed aumentando il patrimonio infrastrutturale e dei servizi a disposizione della cittadinanza, come aree a verde, aree sportive, parchi attrezzati». «L'Europa non ha 'bocciatò il ponte. La Società Stretto di Messina - continua la nota - segue con attenzione lo sviluppo dell'esposto presentato dal Wwf alla Commissione europea in relazione alle ipotizzate violazioni di due direttive, 'habitat' e 'uccelli', da parte del progetto del ponte sullo Stretto. Naturalmente l'apertura di una procedura di infrazione non significa l'accertamento di una violazione e pertanto non può essere interpretata come sentenza o addirittura come una bocciatura del progetto. La Stretto di Messina sta fornendo alle competenti autorità tutte le informazioni occorrenti al riguardo, nello spirito di massima disponibilità e collaborazione, ricordando che ha già da tempo avviato studi e monitoraggi sistematici, affidandoli a massimi esperti del settore, sui flussi migratori dell'avifauna e dei catacei nell'area dello Stretto. Va peraltro ricordato che le stesse ipotizzate violazioni della normativa comunitaria in tema ambientale, sono state recentemente ritenute insussistenti dal Tar Lazio ed in appello dal Consiglio di Stato».

In merito alle accuse di «Turbativa d'asta», La Società sottolinea di operare «nel massimo rispetto delle regole». «Per la valutazione delle offerte la Società ha nominato una Commissione giudicatrice presieduta dall'avvocato Renato Laschena, Presidente emerito del Consiglio di Stato, e composta dai seguenti membri: Ingegner Giuseppe Fiammenghi, Direttore Tecnico della Stretto di Messina; Ingegner Ian Firth, Consulente e specialista di strutture e ponti di grande luce; Professor Ingegner Niels J. Gimsing, Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell'Università Tecnica della Danimarca; Professor Francesco Karrer, Ordinario di Urbanistica dell'Università La Sapienza di Roma; Avvocato Andrea Sandulli, Responsabile Affari Legali e Societari della Stretto di Messina; Professor Ingegner William Van Impe, Ordinario e Direttore del laboratorio di Meccanica dei Terreni alla Ghent State University. L'altissimo profilo dei componenti non richiede ulteriori commenti. Ma è necessario sottolineare oltre l'assoluta indipendenza della Commissione, la trasparenza ed il rispetto della par condicio che hanno caratterizzato tutta la lunga procedura di gara avviata nel 2004. Inoltre la Società Stretto di Messina collabora da sempre e con piena disponibilità con tutte le Autorità ed auspica che sulla vicenda si faccia luce quanto prima».
ponte sullo stretto di Messina
«I ponti sospesi hanno una caratteristica insensibilità ai terremoti - aggiunge la Società Stretto -. Sono stati più volte illustrati in Sicilia e Calabria nelle sedi istituzionali e al pubblico i risultati di anni di studio condotti per conto della Stretto di Messina dai maggiori esperti al mondo nelle diverse discipline, dalla geosismica al vento. La Società fa presente due considerazioni. In ottobre è stata aggiudicata la gara ad una cordata che comprende imprese nazionali ed estere leader mondiali nella costruzioni di ponti sospesi. La gara è stata anche un esame approfondito del progetto preliminare del ponte redatto dalla Stretto di Messina, un esame superato a pieni voti. Tutte le impostazioni tecniche della Società sono state confermate dai concorrenti. Con l'aggiudicazione della gara il rischio tecnico della realizzazione dell'opera è passato interamente dalla Stretto di Messina al vincitore, confermando senza dubbi la fattibilità tecnica dell'Opera. La seconda considerazione è un po' sotto gli occhi di tutti quelli che la vogliono vedere e riguarda la caratteristica insensibilità dei ponti sospesi agli eventi sismici. I più lunghi al mondo infatti sono stati realizzati in aree come Giappone, California e Turchia con un rischio sismico molto più elevato di quello presente nello Stretto di Messina».
Per quanto riguarda «sono stati stimati correttamente». «Risulta - si legge ancora nel comunicato stampa aziendale - privo di fondamento, anche in termini meramente aritmetici, l'aumento dei costi e dei tempi di costruzione. Tutte le impostazioni progettuali della Stretto di Messina, da quelle di ordine tecnico, ma anche quelle in ordine ai tempi ed ai costi di realizzazione, sono state confermate in sede di gara per la scelta del contraente generale.

La gara è stata infatti anche un esame approfondito del progetto preliminare del ponte redatto dalla Società Stretto di Messina, un esame superato a pieni voti. Anzi, le riduzioni del costo e dei tempi, proposte dal contraente generale, dimostrano la grande cautela adottata nello sviluppo del progetto. Inoltre, per quanto riguarda l'aumento dei prezzi dei materiali, l'eventuale incremento risulterebbe pari a circa il 5% del costo totale d'investimento, pertanto è da considerare irrilevante. Infine i previsti approfondimenti di studio geosismotettonici ed il monitoraggio ambientale sono già compresi tra gli oneri che il Contraente Generale ha incluso nella propria offerta di gara, dunque non rappresentano costi aggiuntivi.
«Il canone - aggiunge la nota - non è una tassa. Come ha confermato il Gruppo FS con un comunicato del 10 marzo 2005, il canone annuale di 100 milioni di euro che RFI pagherà a partire dall'apertura al traffico del ponte, prevista per il 2012, non è una tassa, ma il prezzo di un servizio e sostituirà nel bilancio di RFI l'attuale costo per il traghettamento dei treni. La gestione della linea ferroviaria del ponte è affidata per Legge a Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Conseguentemente è stato fissato il canone che RFI dovrà corrispondere alla Stretto di Messina per tale utilizzo. Il canone è stato definito di comune accordo tra RFI e Stretto di Messina prendendo a riferimento le ipotesi più prudenziali di traffico tra quelle sviluppate per il primo anno di gestione. I 100 milioni di euro di canone annuale che RFI pagherà solo a partire dall'apertura al traffico del ponte, sono peraltro sostitutivi nel bilancio di RFI dell'attuale costo per il traghettamento dei treni. Il canone non costituisce dunque un costo aggiuntivo e quindi non può condizionare le politiche di investimento al Sud del Gruppo Ferrovie».
Per quanto riguarda inoltre i flussi di traffico «sono stati stimati correttamente. Si continua ad affermare da anni, ma senza riscontri oggettivi, che il traffico nello Stretto è in calo e che non sarà sufficiente per ripagare il ponte».

In realtà fra nel biennio 2004-2005 si è registrato un aumento di oltre il 9% del traffico stradale merci e passeggeri. Questo trend è in linea con le previsioni di traffico inserite nel Piano Finanziario della società Stretto di Messina. Infatti, seguendo la normale e consueta prassi degli studi finalizzati alla fattibilità finanziaria di una infrastruttura, la Società Stretto di Messina, con la collaborazione di un consulente leader del settore, ha compiuto analisi approfondite. Non è stata considerata un'unica ipotesi di traffico, ma sono stati presi in esame diversi scenari al fine di dimostrare che la fattibilità finanziaria ed economica dell'opera sia raggiungibile anche in presenza simultanea di tutte le ipotesi sfavorevoli in termini trasportistici. Per le stime di traffico sono stati presi in considerazione scenari di diversa crescita del Pil (Alto e basso) associati ad una serie di scenari trasportistici che tengono conto dell'evoluzione del trasporto aereo e del servizio di traghettamento. Le conclusioni hanno dimostrato la fattibilità economica del progetto, ossia la capacità del ponte di remunerare e rimborsare tutti i finanziamenti avuti in prestito, anche nell'ipotesi di una 6bassà crescita del Pil associata ad uno scenario trasportistico 6sfavorevolè (ossia più aerei e più traghetti). Tra tutte le ipotesi prefigurate la Società Stretto di Messina ha preso a riferimento per il piano finanziario l'ipotesi più prudenziale sia in relazione alla crescita del Pil meridionale che all'evoluzione del traffico. Anche questa ipotesi prudenziale, come detto, garantisce un adeguato rendimento per gli azionisti ed i mercati finanziari».

«E' impensabile - aggiunge la società Stretto - che il ponte possa determinare perdita di posti di lavoro e ridurre flussi turistici. Non risponde al vero l'affermazione degli organizzatori che le stime delle ricadute occupazionali sono 'gonfiatè, come non è vero che sarà ignorata la manodopera locale. Inoltre non è assolutamente immaginabile che la realizzazione del ponte possa in qualche misura determinare la perdita di posti di lavoro. Per quanto riguarda i traghetti delle FS e dei privati gli equipaggi ammontano a poco più di mille addetti che saranno assorbiti per la manutenzione, la riscossione dei pedaggi ed il monitoraggio del ponte. Inoltre è bene sottolineare che in tutti i paesi dove sono stati realizzati grandi collegamenti alternativi ai servizi di traghettamento, il problema è stato adeguatamente gestito e risolto in modo non traumatico, con un'opportuna pianificazione degli interventi di riconversione e riallocazione delle risorse nell'arco del periodo di costruzione. In particolare esistono numerose possibilità di reimpiego dei traghetti su rotte alternative come le isole o indotte dal Ponte. Inoltre, le nuove iniziative economiche, appena ricordate, derivanti dalla realizzazione del ponte, offriranno opportunità tali da garantire una ulteriore positiva soluzione del problema». «L'impatto economico della fase di cantiere sul Pil nazionale - chiarisce la nota stampa - risulta pari al significativo importo di circa 6 miliardi di euro. Sul fronte delle ricadute occupazionali: l'occupazione diretta e indiretta per l'intero periodo di costruzione risulta pari ad oltre 40.000 unità/anno limitatamente alle Regioni dello Stretto. Nel 2004 la Stretto di Messina e le Federazioni nazionali, regionali della Sicilia e della Calabria e provinciali di Messina e Reggio Calabria di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, hanno firmato il Protocollo d'intesa relativo anche alla formazione professionale proprio per lo sviluppo delle opportunità occupazionali nelle aree direttamente. L'osservanza di questo protocollo costituisce obbligo contrattuale per il general contractor.

Nel corso del 2005 la Stretto di Messina infatti ha avviato i primi corsi di formazione sulla Progettazione e gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori per l'esecuzione del ponte. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri della provincia di Messina e della Provincia di Reggio Calabria, è stata rivolta con successo ai tecnici locali attivi nel settore delle costruzioni civili». «Il ponte non richiede contributi statali a fondo perduto - rileva la Società Stretto -, pertanto lascia libere le risorse del bilancio non 'pesandò sulla lista delle priorità. Il capitale versato dagli azionisti (Fintecna, Anas e Rfi), pari a 2,5 miliardi di euro non è un contributo a fondo perduto ma un investimento imprenditoriale basato su analisi di rendimento e prospettive di recupero. I restanti 3,5 miliardi saranno coperti attraverso finanziamenti di tipo project finance contratti in più tranche sul mercato nazionale ed internazionale dei capitali. Primari istituti bancari internazionali, Royal Bank of Scotland e Medio Credito Centrale, hanno lavorato e stanno lavorando con la Società per strutturare operativamente l'avvio nei prossimi mesi della raccolta dei capitali. Le obbligazioni e gli altri strumenti finanziari che verranno collocati, al momento opportuno, saranno offerti a gli investitori operanti sui mercati finanziari nazionali ed internazionali. E' impegno della Società - conclude il comunicato stampa - avere la disponibilità finanziaria necessaria a coprire l'intero fabbisogno per la realizzazione dell'opera prima dell'apertura dei cantieri. La strategia finanziaria esclude ogni rischio che una volta avviati i lavori l'opera possa rimanere incompiuta per la mancanza di risorse finanziarie».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Strasburgo: gli spari, i morti, i blitz, la gente in fuga

Strasburgo: gli spari, il morto, i blitz, la gente in fuga

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi  
Sindaco: «Indagheremo»

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori

 
Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, la diretta del prepartita

Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, diretta prepartita

 
Corrieri della droga: con i bus di linea da Milano la portavano in Puglia

Sui bus di linea da Milano in Puglia con la droga in valigia: 22 arresti VIDEO

 
Cristina, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la ciabattina

Cristina, 37 anni, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la «ciabattina»

 
Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

 
Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolita le darsene abusive

Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolite le darsene abusive