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Rutelli su Unipol denuncia il tentativo, da parte di «alcuni», di creare un vero e proprio centro di potere

ROMA - Francesco Rutelli torna sul caso Unipol e denuncia il tentativo, da parte di «alcuni», di creare un vero e proprio centro di potere. Intervenendo a Milano alla scuola di formazione dei Dl, il leader della Margherita affronta le vicende di queste settimane e tocca il tema della finanza rossa. L'intervento non piace a diversi diessini, che rispondono irritati, anche se Margherita e Quercia, a fine giornata, provano a tenere bassi i toni e a evitare polemiche.
«Nella vicenda Unipol - dice Rutelli - a parte l'illegalità e gli abusi di cui si devono occupare magistratura e autorità competenti, l'Italia si è salvata da un grosso rischio: la pretesa di alcuni di dare vita a un grande centro di potere». Più avanti Rutelli aggiunge: «Non abbiamo registrato, ora che sembrerebbe finalmente archiviata la lunghissima vicenda che ha visto divisa la finanza in laica e cattolica, la nascita di una finanza rossa».
Parole che non fanno piacere a diversi esponenti della Quercia. In particolare, per l'ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco si tratta di dichiarazioni inopportune che si basano su presupposti errati, mentre Cesare De Piccoli (responsabile Imprese in segreteria Ds) invita i Dl, con una punta di veleno, a chiudere una volte per tutte la querelle: «Prendiamo atto che sulla vicenda della Bnl tutti hanno tifato. Chiudiamola qui e guardiamo al futuro». In via Nazionale (sede della Quercia) la parola d'ordine è comunque chiara e punta a non alimentare tensioni: non vogliamo riaprire nessun fronte polemico, il collateralismo è finito venti anni fa e dunque ora occupiamoci di vincere le elezioni.
Anche i dirigenti della Margherita provano a evitare problemi e polemiche e allora il coordinatore dell'esecutivo, Dario Franceschini, assicura: «Sono certo che non c'era, nelle parole di Rutelli, nessuna volontà di aprire un fronte con i Ds, soprattutto visto il clima che c'è tra noi». E dai piani alti del partito arriva la conferma che nel ragionamento del leader non c'era alcuna intenzione polemica o la volontà di portare un attacco a freddo agli alleati.
Al Nazareno (sede della Margherita) ricordano la piena e convinta solidarietà ribadita oggi da Rutelli ai Ds e a Fassino e la difesa dell'ex sindaco di tutto il movimento cooperativo «di qualsiasi segno politico». Spiegano inoltre che la riflessione di oggi era tutta basata, in positivo, sul futuro partito democratico, che è una scelta strategica, e che l'intervento ha ribadito le posizioni che il presidente Dl va illustrando da mesi. Per la formazione del nuovo soggetto, sostiene da tempo Rutelli, sono essenziali tre grandi questioni: gli approdi internazionali del partito democratico, il suo pluralismo culturale, l'autonomia tra politica, affari e corpi intermedi.
Sembra dunque prevalere, tra i due alleati, la volontà di chiudere sul nascere questa nuova puntata, anche se un membro della segreteria della Quercia prova ad avanzare una lettura più maliziosa delle punture di spillo del leader Dl: «Da noi si respira un'aria più serena, con i sondaggi che danno Piero Fassino in forte ripresa e il partito sopra il 20%. La polarizzazione dello scontro voluta da Berlusconi lascia sul palcoscenico solo Forza Italia e Ds. Questo, forse, potrebbe creare qualche problema agli alleati e dunque anche alla Margherita».
Fabrizio Nicotra

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