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In piazza per difendere l'aborto: a Milano la voce di 150mila per «uscire dal silenzio»

(divMILANO - E' una voce forte quella che si è fatta sentire oggi in piazza Duomo a Milano, e ha la forza delle oltre 150mila persone (200mila per l'organizzazione, almeno 100mila secondo responsabili della forza pubblica, e con molti che in piazza non sono riusciti a entrare) che oggi sono intervenute alla manifestazione in difesa della legge 194. Una iniziativa nata in modo spontaneo, dall' e-mail che la giornalista Assunta Sarlo ha spedito a tante amiche e portato al primo incontro il 29 novembre alla Camera del lavoro di Milano del movimento «Usciamo dal silenzio».
Una voce che, come ha spiegato dal palco una delle organizzatrici, Susanna Camusso, segretaria della Cgil Lombardia, vuol dire che «la libertà femminile è all'origine della vita». Per dirlo, in corteo dal piazzale della Stazione Centrale fino a piazza Duomo sono sfilate le persone più diverse: donne che erano in piazza trent'anni fa, al momento del referendum sull'aborto, ma anche tante giovani - sul palco fra le altre sono intervenute giovani attrici e Fiorella Mattio, a nome delle precarie - e non solo donne: con loro tanti uomini giovani e non.
Non solo politici, come l'ex prefetto Bruno Ferrante, Davide Corritore e il nobel Dario Fo (assieme a Franca Rame), impegnati nelle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Milano, o come il presidente della Provincia Filippo Penati, ma anche mariti come Stefano, che non ha voluto lasciare la moglie sola oggi, o Giovanni, 30 anni, che ha semplicemente deciso che «era giusto esserci».

«Non è un amarcord degli anni '70 - ha sottolineato Emma Bonino, che ha manifestato sotto lo striscione della Rosa nel Pugno 'Basta molestie clericalì -. Ci sono ragazze e tanti giovani: è l'espressione della società italiana». E da tutta Italia sono arrivati con pullman e convogli speciali. Lo striscione dell'Unione donne italiane di Catania era vicino a quello bilingue del Sud Tirolo, più dietro quelli di Telefono donne di La Spezia, e poi altri di Cgil, Pdci, Ds, Prc, delle associazioni e dei gruppi che hanno sfilato (incluso quello ricamato a punto croce dell' Udi 'Fra il grido, il silenzio, la paura scegliamo la parolà). Gli slogan erano tanti (Meno Ruini, più bambini, Le donne votano con la pancia, Abbiamo ancora la forza) ma uno - quello sullo striscione azzurro che ha aperto il corteo, identico a quello sul palco di piazza Duomo - li ha riassunti tutti: «Siamo uscite dal silenzio».

«E' una grande dimostrazione di una cosa che si chiama forza collettiva», ha detto Assunta Sarlo, felice del successo della manifestazione, fino a ieri era inimmaginabile. «Ci aspettavamo molto, ma non così tanto» ha ammesso Ottavia Piccolo, che sul palco ha coordinato gli interventi delle organizzatrici e di scrittrici e attrici che hanno prestato la loro voce: Anna Bonaiuto, Maddalena Crippa, Sandra Ceccarelli, Debora Villa e, unico uomo, Paolo Hendel.
E' stata Ottavia Piccolo ad annunciare il collegamento con Lella Costa, presente alla manifestazione che si è svolta in contemporanea a Roma a favore dei Pacs. Manifestazioni gemelle perchè - come ha detto da piazza Duomo Cristina Gramolini, della segreteria di Arci Lesbica - «pensiamo non solo di difendere le conquiste del passato, ma di estendere lo Stato laico». Un modo per ribadire «il valore del rispetto per il proprio corpo».
«Tutti ora dicono di non voler toccare la 194 - ha commentato Susanna Camusso -. Prendiamo questa come una prima vittoria, ma non ci fidiamo. Noi non siamo irresponsabili, ma forti e libere di scegliere». Per questo, sul palco è salito chi è meno libero di scegliere: Karina Scorzelli, una mediatrice culturale cilena che lavora nei consultori, per parlare a nome delle donne immigrate, e Fiorella Mattio per le precarie. Tutte unite per difendere «una buona legge», per cui è scesa in piazza anche la cattolica Milly Moratti (anche lei candidata alle primarie milanesi) «per ribadire ancora una volta che non si possono compiere scelte che riguardano la vita delle donne contro il loro volere».
«Siamo uscite dal silenzio - ha concluso Susanna Camusso -. Ora vogliamo difendere questa capacità di parola». Il prossimo appuntamento, annunciato oggi, è per l'11 febbraio a Napoli.
Bianca Maria Manfredi

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