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Tremonti incassa primo ok da Bruxelles alla Finanziaria

BRUXELLES - Il governo italiano incassa un primo 'ok' dalla Commissione europea sulla Finanziaria 2006 le cui misure sono efficaci e, almeno sulla carta, possono funzionare e rimettere l'Italia sui binari da qui al 2007, anno in cui il governo prevede in rientro dallo sforamento del 3%.
Un primo via libera ufficioso ma fatto senza esitazioni dal Commissario agli Affari monetari, Joaquin Almunia, che si è limitato a ricordare (in un 'vip corner' insieme al ministro Giulio Tremonti a Bruxelles, come nelle consuetudini della Comissione) che però il debito del paese è ancora alto, e che per il 2007 sarà necessario fare ulteriori sforzi. La promozione finale, per l'Italia sotto osservazione dal 13 luglio scorso, quando fu lanciata la procedura di infrazione per eccesso deficit che prevede sei mesi di tempo per rispondere con misure adeguate, arriverà probabilmente al Consiglio Ecofin di marzo dopo che il 22 febbraio prossimo la Commissione approverà il suo 'assessment', la sua valutazione finale, per il paese.

«L'impressione è molto positiva, siamo contenti: ce l'abbiamo come fatta», ha detto un Tremonti molto soddisfatto ai giornalisti a conclusione del suo incontro di circa 40 minuti con il Commissario. «Ringrazio il commissario Almunia per una serie di suggerimenti che sono stati davvero molto positivi, costruttivi e nello spirito del nuovo Patto di stabilita». Almunia da parte sua ha ribadito la sua fiducia all'opera del governo italiano che, ha detto, «ha fatto uno sforzo significativo» mettendo in atto misure che si mostrano 'efficacì se messe in atto come promesso. «Vigileremo sull'evoluzione dei conti pubblici italiani - ha comunque aggiunto il comissario - e continueremo a monitorare la situazione nel 2006 in modo che la nostra impressione positiva si trasformi in una conclusione positiva».

Intanto oggi sul sito della Commissione europea è stato pubblicato il nuovo programma di stabilità consegnato a dicembre dall'Italia in cui si legge per il 2006 una previsione di deficit ancora più ottimistica, al 3,5% rispetto al 3,8% richiesto da Bruxelles. Tremonti non vuole commentare, limitandosi a dire che si tratta di dettagli.
Parlando più in genere della Finanziaria spiega però che la nuova manovra è stata fatta con il nuovo sistema del patto di stabilità. E, aggiunge, «è difficile fare una Finanziaria rigorosa in un periodo di campagna elettorale». Comunque il nuovo Patto resta fondamentale per la costruzione europea, afferma Tremonti. «Abbiamo un'unica economia di mercato, una moneta. Non abbiamo ancora una Costituzione, ma il Patto di stabilità - ha detto - è fondamentale per il funzionamento politico di questa struttura. Il vecchio patto «certamente andava rivisto ed è stato riformulato in termini più responsabili. Il vecchio sistema era basato su un controllo ex post. Quello nuovo è una ricostruzione ex ante».

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