Domenica 16 Dicembre 2018 | 10:58

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Incontro Lunardi-Catania - La difesa delle Ferrovie: lo Stato ha tagliato i fondi del 40%

ROMA - Una serie di provvedimenti organizzativi per tentare di arginare gli effetti della carenza di offerta e di servizi che le Ferrovie sta fornendo ai suoi passeggeri. E' la "promessa" fatta dal responsabile delle Ferrovie italiane al governo per superare l'emergenza trasporti che da alcuni mesi sta tenendo sotto schiaffo pendolari e passeggeri dei treni italiani. Una promessa che deve però fare anche i conti con il taglio del 40% dei trasferimenti da parte dello Stato e che ha determinato «una carenza di materiale rotabile» che non consente di rispondere alla crescente richiesta di trasporto.
Il ministro dei Trasporti Lunardi ha convocato questa sera il responsabile del gruppo ferroviario, Elio Catania per fare luce sui problemi che si sono verificati negli scorsi giorni sulla dorsale adriatica ma anche per esaminare le cause dei sempre più frequenti disservizi sul trasporto ferroviario che sia il ministro sia il manager di Fs hanno definito «inaccetabili». Anche, oggi, per altro, la giornata ha offerto nuovi spunti di critica al servizio con nuovi guasti che si sono verificati, ad esempio, al locomotore dell'Eurostar Milano-Lecce e a quello del regionale Sulmona-Pescara e mentre l'assessore alla mobilità del Veneto organizzava un "blitz" sulla linea Treviso-Mestre per verificare di persona i disagi a cui sono costretti ogni giorno i pendolari. Sopralluogo, questo, che ha indotto oggi il Veneto ad inviare un ultimatum a Trenitalia: tre mesi di tempo per riportare le condizioni di viaggio dei passeggeri veneti alla normalità, pena la disdetta del contratto.
Intanto mentre la magistratura apre un'inchiesta, fioccano le critiche da parte politica, sia dall'opposizione che dalla maggioranza con l'Udc che parla di «vergognoso sperpero di soldi pubblici», An che lamenta il «silenzio assordante» dei vertici e lo stesso presidente della Commissione trasporti della Camera, il forzista Angelo Sanza, che convoca i vertici del gruppo ferroviario a riferire in Parlamento «con urgenza». Nella prima verifica fatta dal governo, tuttavia, le speranze che la situazione possa presto tornare alla normalità vengono affidate ad una serie di provvedimenti per organizzare meglio le emergenze, per ovviare ai sempre più frequenti ritardi e, soprattutto, per «ottimizzare al massimo le attuali condizioni di offerta che non è in grado, per carenza di materiale rotabile, di rispondere» alla crescente domanda di trasporto. Oltre alle commissioni di inchiesta già avviate, insomma, Ferrovie istituirà, a livello di Holding, una commissione speciale con incarichi di supervisione e controllo delle attività di assistenza alla clientela in situazioni di emergenza, una task force per ottimizzare l'offerta ed avvierà subito una serie di riunioni operative, da tenersi entro gennaio, con tutte le Regioni per verificare la corrispondenza del nuovo orario con le esigenze di puntualità.
«Quello che stiamo vivendo nelle Ferrovie - ha commentato Lunardi - è una crisi di crescita legata ad una sottovalutazione negli anni passati della crescita di domanda di trasporto, dell'esplosione del pendolarismo: una sottovalutazione imperdonabile» che dimostra però che non si tratta «di una crisi irreversibile, ma solo di un'emergenza temporanea».

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