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«No all'anticultura della morte, sì alla vita»

Papa Benedetto XVICITTA' DEL VATICANO - «Nel nostro tempo è necessario un 'nò alla cultura ampiamente dominante della morte». E' quanto ha detto papa Benedetto XVI nell'omelia, pronunciata «a braccio», durante la messa nella Cappella Sistina per i primi dieci battesimi del suo pontificato.
«Un'anticultura - ha spiegato - che si mostra per esempio nella fuga, nella droga, nella fuga dal reale, nell'illusorio, nella felicità falsa che si mostra nella menzogna, nella truffa, nell'ingiustizia, nel disprezzo dell'altro, della solidarietà, della responsabilità per i poveri e per i sofferenti, che si mostra in una sessualità che diventa puro divertimento senza responsabilità, che diventa una 'cosificazione dell'uomo, che non è più una persona, ma diventa una merce, una cosa pura».
«A questa vita apparente - ha rilevato ancora Ratzinger - che in realtà è solo strumento della morte, a questa cultura diciamo 'nò per coltivare la cultura della vita». Quello dei battesimi di oggi, ha aggiunto, «è un grande sì alla vita, il sì a Cristo, il sì al vincitore della morte».
Parlando ancora dei «sì» e dei «no» connessi al sacramento dell'iniziazione cristiana, il Papa ha ricordato che «nella chiesa antica questo 'nò era riassunto in una parola: si diceva di rinunciare alla 'pompa diabolì, cioè alla promessa di vita in abbondanza, a questa apparenza di vita che proveniva dal mondo pagano, da queste apparente libertà. Era un no - ha proseguito - alla cultura apparente di abbondanza di vita, ma che era una anticultura della morte».
«Si trattava - ha ribadito - del no agli spettacoli dove la morte, la crudeltà, la violenza, erano il divertimento. Pensiamo a quanto si realizzava nel Colosseo o qui, nei giardini di Nerone, dove gli uomini erano accesi come lampade viventi. La crudeltà e la violenza erano divenuti il divertimento, una vera perversione della gioia, del vero senso della vita. Questa anticultura della morte era amore della menzogna, della truffa, era abuso del corpo come merce e come commercio».

Nel prosieguo dell' omelia, Benedetto XVI, ha spiegato ulteriormente il significato dei «sì» connessi al battesimo: «sì al Dio vivente, sì a Cristo, sì alla comunione della Chiesa nella quale Cristo è Dio vivente e entra nella vita di ogni giorno».
«Il volto di Dio, il contenuto di questa cultura della vita - ha proseguito Ratzinger - si esprime nei dieci comandamenti, che non sono delle proibizioni ma sono una visione di vita: sono un sì ad un Dio che dà senso, nei primi comandamenti - ha elencato il Papa -; sì alla famiglia, quarto comandamento; sì alla vita, quinto comandamento; sì all'amore responsabile, sesto comandamento; sì alla solidarietà e alla responsabilità sociale e alla giustizia, settimo comandamento; sì alla verità. Questa è la filosofia della vita e la cultura della vita che diviene concreta e praticabile nella comunione con Cristo».
«Battesimo è dono della vita e sfida di vivere la vita», ha concluso Benedetto XVI, dicendo no «all'attacco della morte che si presenta con la maschera della vita, ma è sì al grande dono della vita, della vera vita».

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