Sabato 15 Dicembre 2018 | 01:57

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Le proteste dei passeggeri del Lecce-Milano

ANCONA - Proteste, per la mancata assistenza, si stanno registrando tra i passeggeri rimasti bloccati a Porto Recanati dopo il guasto all'Intercity Lecce-Milano 784. «Siamo un migliaio di persone - lamenta uno dei viaggiatori che si trovava sul treno - fra cui famiglie con bambini, e da stanotte ancora non si è visto nessuno».
«Siamo fermi al freddo nel piazzale della stazione; in più di cinque ore - aggiunge - è arrivata soltanto una pattuglia dei carabinieri».

Molti passeggeri hanno lamentato disagi soprattutto per il freddo patito nella notte, quando peraltro i bar erano chiusi e non era possibile acquistare bevande per riscaldarsi o altri generi di conforto, e per le consizioni igieniche dei bagni, «in condizioni disastrose», secondo alcuni, dato che mancava l'acqua.
Proteste anche per la mancanza di informazioni durante le ore d'attesa, e in seguito, quando sono stati attivati i pullman per lo smistamento nelle varie stazioni e molti non erano informati su quale mezzo fosse in partenza e per dove. Trenitalia, dal canto suo, oltre ad aver predisposto servizi di ristoro ad Ancona e Pescara e aver dato disposizioni ai bar delle stazioni lungo la tratta interessata dall'incidente di distribuire, a spese della società, cibo e bevande, ha reso noto di aver fatto il possibile anche durante la notte per prestare assistenza ai viaggiatori con la distribuzione, da parte dei ferrovieri, di panini e altro, e di aver puntualmente informato gli utenti di quanto stava avvenendo. Acqua e arance sono state fornite dai volontari della Protezione civile a Osimo e Civitanova Marche, dove sono stati trasferiti - per raggiungere altre destinazioni - i passeggeri dei treni rimasti bloccati.
Molte le telefonate agli organi di stampa da parte di passeggeri infuriati, ma anche ai vigili del fuoco, che hanno appreso dell'incidente in questo modo, attraverso la chiamata di un privato che chiedeva notizie. Sembra anche, ma la notizia non trova conferme dirette, che al centralino dei vigili sia arrivata la telefonata di un uomo, un immigrato, che si trovava a bordo del treno con la moglie e i figlioletti e che - esasperato - avrebbe minacciato di dar fuoco al treno se non si fosse sbloccata la situazione.

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