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L'appello di Rosy: «Il mondo deve sapere»

ROMA - Milioni di bambini nel mondo - 860 secondo l'agenzia vaticana Fides - sopravvivono appena, per loro il futuro è un'incognita. Il dramma ha i volti dei tanti bambini che vivono per le strade, che non godono di alcuna assistenza sanitaria, che hanno fame e sete, che lavorano tutto il giorno invece di giocare ed andare a scuola, che imbracciano un fucile. «Vorrei solo dirvi: per favore fate tutto quello che potete perchè il mondo sappia ciò che succede a noi bambini. Perchè altri non debbano subire tutta questa violenza».
Chi parla è Rosy, 15 anni, per cinque anni nelle fila del Lra (Lord's resistence Army), il movimento dei ribelli ugandese. A rendere nota la sua testimonianza, associando così un nome ed una storia ai tanti numeri del violenze fisiche e psicologiche subite dai minori nel mondo, è il dossier della Fides dal titolo «Erode: la strage degli innocenti continua». Rosy aveva appena 10 anni quando è stata rapita dal suo villaggio in fiamme. Ha visto morire barbaramente i suoi genitori, il ricordo delle loro grida è incancellabile. Poi, la vita coi guerriglieri: prima a preparare i pasti poi promossa a "moglie della savana". Poi guerrigliera spietata: se non avesse ucciso sarebbe stata uccisa dai suoi compagni. Una notte di luna piena riesce a strisciare tra i cespugli sfidando i pericoli della savana. Raggiunge un villaggio, trova aiuto. Oggi la ragazza cerca di ricominciare da capo, fa la parrucchiera. Nessuno sa del suo passato. Ma le ferite sulla carne e dentro di lei restano ancora vive.
Anche Ogwal, 17 anni, incontrato nel villaggio di Cwero, è diventato "schiavo per la guerra" dopo l'assalto degli 'olum', così vengono chiamati i guerriglieri. Dopo aver visto morire il padre e la madre - riferisce il rapporto dell'agenzia vaticana - viene riempito di calci, sviene. Si risveglia legato ad una ventina di coetanei e viene sottoposto ad un'iniziazione cruenta: uccidere a colpi di macete una bambina con una gamba ferita, incapace di fuggire. La piccola muore sotto i colpi, in una pozza di sangue. Ora Ogwal è un vero soldato, gli dice il capo dei guerriglieri e può continuare ad uccidere, sotto effetto di droghe e minacce. Questa è la vita del ragazzo per anni fino a quando riesce a fuggire: a 17 anni è già un sopravvissuto che ha paura della sua memoria. Ora vive in un centro di recupero. Non può tornare indietro, al sua villaggio, dove tutti lo conoscono come un assassino feroce: la sua vita è bruciata».
La Fides ricorda che ci sono nel mondo 120 milioni di bambini che vivono abbandonati per le strade, 300 mila che sono reclutati come soldati, 11 milioni che muoiono prima di aver compiuto i 5 anni, 211 milioni che sono sfruttati nel lavoro. Un miliardo e 100 mila vive in povertà. Altra storia di un futuro difficile è quello di Said, afghano di 13 anni. E' arrivato a Kabul dopo la morte del padre durante un bombardamento talebano sul suo villaggio. La madre fa la mendicante all'ingresso di una moschea, Said si porta appresso anche il fratello di cinque anni, mentre gli altri più piccoli restano chiusi in casa da aspettare che Said torni a preparare il pranzo con quello che è riuscito a racimolare o a rubacchiare qua e là. Così ogni giorno, senza futuro. Il suo sogno? Comprare una motocicletta.

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