Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:48

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Le Borse non temono la crisi del gas Russia-Ucraina

MILANO - I timori a livello internazionale per la frattura politica tra Russia e Ucraina sul fronte delle forniture di gas non hanno toccato, almeno in Borsa, le aziende del settore energetico.
Se nel mondo dell'economia reale le preoccupazioni per il dissidio tra Mosca e Kiev sono cresciute di ora in ora - benchè, in serata, dalla Gazprom sia stata resa nota l'intenzione di aumentare i flussi verso l'Europa seppure «non in eterno» - in quello parallelo dei mercati finanziari, le società dell'energia non hanno avvertito contraccolpi negativi vedendo anzi avanzare i loro titoli.
Da Parigi a Madrid sino a Francoforte, Amsterdam e Milano, nel primo giorno di scambi del 2006 gli investitori del Vecchio Continente hanno premiato le imprese del comparto mostrando una sostanziale fiducia nelle rassicurazioni piovute dai ponti di comando di realtà come la tedesca E.On e l'austriaca Omv, la britannica Centrica e la transalpina Gaz de France le quali non hanno mancato di osservare come le forniture di gas alla clientela - pur in un quadro di generale difficoltà e apprensione per lo scontro tra Russia e Ucraina - non dovrebbero subire interruzioni.
Così - sottolineando come il gas provenga non solo dalla Russia ma anche da Paesi del Nord come la Norvegia e la Gran Bretagna e dell'area mediterranea come Libia e Algeria - al termine degli scambi le società energetiche hanno mostrato una buona intonazione: le tedesche E.On e Rwe sono avanzate dello 0,94% e dello 0,26 mentre l'austriaca Omv è salita dell'1,25% e le olandesi Royal Dutch e Sbm Offshore sono cresciute, rispettivamente, dello 0,62% e dell'1,76%.
In terra francese si sono segnalate, invece, Technip (+1,87%), Total (+0,75%) e Suez (+0,72%) oltre a Air Liquide (+0,80%), Edf (+0,38%) e Gaz de France (+0,24%) mentre in Spagna hanno sorriso Cepsa (+1,63%), Repsol (+1,18%) e Gas Natural, avanzata dello 0,89%. Nel Grande Nord, infine, segno positivo per la svedese Lundin Petroleum (+1,49%) e per la finlandese Nesto Oil progredita dello 0,67%.
Guardando a Piazza Affari, la giornata delle compagnie energetiche - Snam Rete Gas su tutte - si è chiusa in sensibile rialzo con gli operatori orientati a considerare in maniera particolare, tra i fattori dominanti, il caro-greggio e, soprattutto, il caro-tariffe: secondo uno studio del ministero del Tesoro il prezzo del gas è salito dell'11,9% nei primi 10 mesi del 2005 a fronte di un aumento medio del 7,1% per i costi energetici e del 14,5% per i prodotti petroliferi.
«Non sono ancora chiari i risvolti della politica energetica russa - è stato spiegato nelle sale operative - mentre l'aumento del prezzo del gas e dell'energia elettrica è sotto gli occhi di tutti. La Russia, inoltre, non è l'unico fornitore di gas per l'Italia, che pesca anche dall'Algeria e dalla Libia».
Così, a fine giornata, il titolo Eni ha guadagnato l'1,24%, Enel lo 0,83% e, fra i petroliferi, Erg l'1,72%. Bene anche Saipem (+1,65%) e, come detto, Snam Rete Gas, salita dell'1,87%. «Se arriverà meno gas dall'Est europeo - è stato osservato - i prezzi saliranno e ciò sembra avere mosso gli investitori sul titolo. In aggiunta, un certo impatto viene garantito dalla crescita delle bollette e dalle ricoperture dopo una fine 2005 non troppo brillante» per le azioni della società.

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