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Dimissioni Fazio - Berlusconi: persona «onesta e responsabile». Prodi: «un atto dovuto», ora disponibili al confronto

ROMA - Le dimissioni di Antonio Fazio, ormai attese da tutti i partiti, sono accolte come una buona notizia dalla maggioranza come dall'opposizione. L'unica diversità di giudizio riguarda la concessione o meno dell'onore della armi al governatore, cui gli esponenti della Cdl sono generalmente più disponibili di quelli dell'Unione.
Ora il nodo riguarda il futuro. Fazio infatti lascia mentre sono ancora in vigore le vecchie regole per la nomina del suo successore, e alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato a preparare le nuove con l'emendamento al disegno di legge sul risparmio; una legge che, per il presidente della Camera Casini, deve comunque andare avanti ed arrivare all'approvazione entro la fine dell'anno.
Fra quanti rendono onore al Fazio che si dimette c'è il presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi si è anzi spinto a ringraziare Fazio, persona «onesta e responsabile», per le sue dimissioni che sono un atto di «serietà». E Umberto Bossi, che aveva lasciato Fazio al proprio destino dopo esserne stato difensore, loda oggi una «scelta giusta che merita rispetto».
All'apprezzamento per il «senso di responsabilità» di Fazio, il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, aggiunge il richiamo a quanto detto da Casini sulla necessità di una rapida approvazione della legge sul risparmio, e la promessa che il ministro Giulio Tremonti potrà contare per questo sul «pieno appoggio» dell'Udc. Anche nel commento di An, che esprime soddisfazione attraverso il portavoce Andrea Ronchi, l'accento è sulla necessità che la nuova legge sia approvata il prima possibile.
Allo stato delle cose, infatti, sarebbe teoricamente possibile che il consiglio superiore della Banca d'Italia, preso atto delle dimissioni di Fazio, scegliesse il successore. Ma questo, avverte Bruno Tabacci, «sarebbe ridicolo, più che clamoroso»; ora, sottolinea il parlamentare centrista, fra i primi a schierarsi contro Fazio, bisogna arrivare ad una nomina, ed a dei criteri di nomina in cui ci sia «una responsabilità del governo e del parlamento».
Da parte dell'Unione c'è meno disponibilità a concedere a Fazio i riconoscimenti di serietà o i ringraziamenti venuti da Berlusconi e da diversi suoi alleati. Il massimo è concesso dal segretario dei Ds, Piero Fassino, che parla di un atto di «responsabilità», peraltro «sollecitato e auspicato ormai da tempo» dal suo partito. Più duro il commento di Francesco Rutelli, per il quale la decisione di Fazio, ormai «inevitabile», è comunque «colpevolmente tardiva». Mentre il segretario del Prc, Fausto Bertinotti, va ancora più in là, accusando il governatore di «testardaggine, politicamente colpevole», ma anche il governo per le sue «colpevoli distrazioni» che non hanno permesso di risolvere prima la situazione.
Ma soprattutto, nell'opposizione si guarda al futuro e si chiede che il successo di Fazio sia scelto in modo da garantire una nomina condivisa, di alto profilo e super partes.
Romano Prodi, per il quale le dimissioni del governatore erano «un atto dovuto», esprime quindi ampia disponibilità dell'opposizione «a cooperare con il governo per colmare il vuoto che si è creato». Una disponibilità che potrebbe riguardare anche la legge sul risparmio, anche se per questo è necessario vedere il contenuto del provvedimento.
L'auspicio di una successione «rapida e condivisa», come dice il presidente dei Ds Massimo D'Alema, sembra accomunare tutta l'opposizione, senza escludere anche le componenti più radicali e normalmente meno inclini all'approccio bipartisan. Anche perchè, osserva Bertinotti, lasciare la sostanziale nomina del governatore al governo sarebbe una «controriforma», mentre la scelta del successore di Fazio deve muoversi secondo la logica di una riforma in cui ci siano garanzie per l'opposizione ed un ruolo di garanzia del capo dello Stato.
Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, auspica che si arrivi al consenso della maggioranza e dell'opposizione su un nome di «altissimo profilo e spendibile anche a livello internazionale». In modo, aggiunge il verde Alfonso Pecoraro Scanio, da «restituire credibilità all'istituzione».
Il nuovo governatore, osserva infine Clemente Mastella, segretario dei Popolari-Udeur, dovrà essere capace di superare il «discredito» che sull'Italia è arrivato per questa vicenda. Per questo, dovrà essere «una personalità di grande prestigio internazionale, e super partes».

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