Giovedì 13 Dicembre 2018 | 21:57

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Dieci anni di «Aggiungi un posto a tavola», ospitare uno straniero per scoprirlo uguale

affetto MILANO - Non un povero alla mensa di un ricco, ma semplicemente un italiano curioso e aperto (al di là del censo e delle possibilità economiche) ospite per il pranzo di Capodanno di una famiglia di immigrati. Asiatici, sudamericani o dell'est europeo, cristiani o musulmani che siano. Per conoscere il «diverso», superare le diffidenze, e scoprire che gli uni e gli altri hanno l'interesse comune di viversi accanto, in pace e in fratellanza in questa società.
Per il suo decimo anniversario, «Aggiungi un posto a tavola» si sdoppia. L'iniziativa è nata nel 1996 quando il direttore dell'Osservatorio di Milano, Massimo Todisco, trovandosi fra i diseredati della stazione Centrale con lo scomparso Fratel Ettore e altri volontari, ebbe l'intuizione di chiedere ai milanesi di santificare la più grande delle festività «facendo sedere alla tavola imbandita del giorno di Natale Gesù Cristo», cioè un povero, un diseredato. L'idea fu accolta con entusiasmo, tanto che Giovanni Paolo II ne fece pubblico elogio.
Ora «Aggiungi un posto a tavola» si sdoppia, prende atto dei tempi e, con un piccolo segno che i promotori si augurano possa diventare grande, punta all'integrazione, quella vera che nasce dalla conoscenza e dall'amicizia. E che, dalla notte dei tempi, si realizza più facilmente a tavola.

«Un fare politica dal basso - spiega Todisco - eliminando ogni tramite e tentando di realizzare l'integrazione direttamente dalla gente, da quelli che si faranno ospitare da altre famiglie ed entreranno in casa dell'islamico per scoprire che non è quasi mai un terrorista e che l'albanese non è quasi mai un rapinatore. Si tratta invece molto più spesso dei genitori dei compagni di classe dei nostri figli».
E' stata entusiastica - secondo Todisco - l'accoglienza di questa iniziativa da parte di tutte le comunità straniere a Milano. «Ora - ha concluso - speriamo solo di poter corrispondere a tanto entusiasmo trovando qualche centinaio di milanesi che abbiano voglia di fare questa esperienza. A questo proposito occorre segnalare la propria disponibilità al numero dell'Osservatorio, 02.5396230.
Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti, l'uno accanto all'altro, anche un rappresentante del centro islamico di Viale Jenner a Milano, e mons. Giancarlo Quadri responsabile della Pastorale dei Migranti dell'Arcidiocesi di Milano. Mons. Quadri che ha riassunto e benedetto l'iniziativa con una frase dell'ex arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini: «Educarci a vivere insieme con le nostre differenze».

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