Giovedì 13 Dicembre 2018 | 13:42

GDM.TV

De Feo: «lasciamo che la legge Biagi faccia tutta le sua sperimentazione, diamogli tempo»

avvocato Antonio De FeoBARI - «Non si può dire a priori che la legge Biagi vada bene o male per il mercato del lavoro italiano. E' necessario aspettare, sperimentare ed utilizzare tutte le sue potenzialità, prima di emettere un giudizio». A spezzare una lancia a favore della normativa che in questi ultimi periodi molti stanno mettendo in discussione è Antonio De Feo, avvocato del foro di Bari, 35 anni di esperienza nel diritto del lavoro.
«Ho iniziato la mia pratica forense nel '69, nel periodo più caldo delle lotte dei lavoratori, ho visto tutta l'evoluzione che ha portato alla nascita dello statuto. Oggi è tutto rivoluzionato e la legge Biagi è la norma che può garantire la forma strutturale a questo cambiamento. Una delle critiche storiche che si fanno è il cambio di prospettiva dalla tutela del lavoratore al mercato, invece proprio queste norme garantiscono l'accesso al mondo dell'impiego ai più giovani. Finalmente una legge che non tutela solo il dipendente, ma pensa a chi è ancora fuori dal mercato».
De Feo non nasconde il rischio che questo accesso al lavoro si dettagli come forme precarie di assunzioni ed incarichi «ma almeno i più giovani entrano in un circuito, magari precario, ma che li avvia al lavoro, insegnando e formandoli».
«La legge Biagi è una legge innovativa che ha dato un colpo di grazia ad un'economia che in Italia era troppo ingessata, solo che come per tutte le novità deve combattere una cultura conservatrice che si scaglia contro i cambiamenti senza coglierne gli aspetti positivi».
E tra innovazioni positive ci sono sicuramente tutte le nuove forme di lavoro introdotte, che in gran parte non sono ancora attive a pieno ritmo, ma che pongono l'Italia agli stessi livelli degli altri paesi europei.
«I contratti di lavoro ripartito, il job-sharing, sono forme che sino ad ora hanno avuto pochissime applicazioni, ecco perché continuo a sottolineare che la sperimentazione della legge deve andare avanti almeno per un altro paio di anni. - sottolinea De Feo - Prendiamo ad esempio i lavoratori a progetto, per il momento ci si è limitati a trasformare i co.co.co. ma la norma è molto restrittiva, a tutto a vantaggio del lavoratore e per limitare il precariato che invece proprio con i co.co.co era dilagato. C'è tutto un apparato legislativo a favore dei dipendenti, ma c'è bisogno di tempo perché entri a regime».
Antonio De Feo racconta, per aver vissuto da vicino, l'esperienza della Bridgestone che proprio a Bari avviò più di sette anni fa i primi contratti week-end. Molti giovani furono assunti, in specialmente studenti che potevano essere impiegati solo nel fine settimana, furono formati grazie ad una modalità di impiego assolutamente innovativa per l'Italia ed il Sud, ed oggi sono in gran parte assunti con contratti a tempo indeterminato.
«La necessità della flessibilità è pilastro indispensabile per le aziende di oggi - spiega De Feo - il mercato del lavoro è cambiato, quello che ieri era impensabile oggi è una necessità, in Europa le garanzie di un lavoro che dura per tutta una vita sono impensabili. Certo ci sono margini di miglioramento, ecco perché ripeto che solo dopo una adeguata e corretta sperimentazione si potrà discutere».
Per l'avvocato la concertazione resta una fase fondamentale, garantita proprio dalla Biagi che avalla un rilevante ruolo attivo per il sindacato; sindacati che però non possono pretendere un anacronistico ritorno al passato. Contesta con forza che all'interno delle aziende molto sia lasciato alla libera contrattazione tra singolo lavoratore e datore di lavoro. «Sulla questione del part time bisogna sottolineare che è una scelta del lavoratore, resta un dipendente che mantiene comunque un diritto di prelazione ad essere reintegrato ad orario pieno, modificandosi le situazioni, gli sono garantite tutte le tutele sindacali possibili, senza dimenticare che con il part time accedono ad incarichi lavorativi le donne, i giovani, tutte quelle fasce deboli nel mercato del lavoro. La verità è che l'economia oggi chiede professionisti e non semplicemente dipendenti, ci si deve saper rendere flessibili a differenti mansioni, altrimenti si è fuori».
Resta il problema di rendere più snello il sistema di domanda ed offerta di lavoro, per accorciare i tempi tra un incarico e l'altro, «questioni organizzative» le definisce De Feo.

(R. Sche.)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Strasburgo: gli spari, i morti, i blitz, la gente in fuga

Strasburgo: gli spari, il morto, i blitz, la gente in fuga

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi  
Sindaco: «Indagheremo»

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori

 
Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, la diretta del prepartita

Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, diretta prepartita

 
Corrieri della droga: con i bus di linea da Milano la portavano in Puglia

Sui bus di linea da Milano in Puglia con la droga in valigia: 22 arresti VIDEO

 
Cristina, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la ciabattina

Cristina, 37 anni, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la «ciabattina»