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Finanziaria: Tremonti fila dritto e presenta maxi-emendamento

ROMA - Tremonti cambia il testo della Finanziaria licenziata dalla commissione Bilancio della Camera, espungendo con il maxi-emendamento una serie di misure volute dai parlamentari della Cdl, ma lasciando la pornotax che, secondo le sue parole, diventa una «tassa etica» su tutti i prodotti pornografici e violenti. Nel nuovo testo compare inaspettatamente anche il concordato preventivo triennale, finora sempre escluso da Tremonti. I deputati del centrodestra insorgono contro il loro Ministro, ma questi tira dritto e in serata deposita a Montecitorio la nuova e definitiva versione della Finanziaria su ci domani porrà la fiducia. L' opposizione punta invece il dito contro il nuovo «concordato fiscale» che - afferma - somiglia molto ad un condono.
Il ministro Tremonti ha chiuso la sua cartellina con dentro il testo del maxi-emendamento poco prima dell'alba di martedì, alle 5. Il documento è stato quindi recapitato alla Camera ai gruppi parlamentari della maggioranza.
E' quindi iniziata la ricerca spasmodica da parte dei gruppi della Cdl delle norme fatte approvare in commissione Bilancio, dopo un accordo che aveva richiesto lunghi incontri. Ma la sorpresa è stata grande nel constatare che molte dei commi approvati in quella sede erano spariti, mentre ne facevano capolino altri, di cui in commissione nemmeno si era parlato. Uno su tutti il concordato fiscale, che il ministro Tremonti aveva sempre escluso tanto che chi, come Maurizio Leo (An), aveva presentato un emendamento con il concordato, lo aveva ritirato per evitare polemiche. Come hanno sintetizzato molti deputati della Cdl, Tremonti ha «ignorato» il lavoro del Parlamento.
Certo, nel maxi-emendamento c'è la porno-tax, fortemente voluta dalla relatrice Daniela Santanchè, ma anche su questo Tremonti ha voluto dare la «lezione» alla sua maggioranza: non c'è un aumento dell'Iva (che avrebbe creato problemi con l'Ue) bensì un'imposta aggiuntiva del 25% sui proventi della vendita del materiale pornografico, sul modello della legge approvata in Francia (e infatti Tremonti ha interpellato direttamente Sarkozy). Verranno colpiti anche i film violenti, trasformando il tutto in una «norma etica», come l'ha definita il ministro.
Insomma il malumore è diventato un tam-tam in tutto il Transatlantico, con diversi deputati del centrodestra che non hanno nascosto il proprio disappunto: dal responsabile economia dell'Udc alla Camera, Ettore Peretti, ai parlamentari di Forza Italia Guido Crosetto e Gianfranco Blasi, che avevano seguito gli emendamenti del gruppo in commissione, fino ai parlamentari di An Filippo Ascierto e Maurizio Saia che non hanno trovato le misure con le indennità di infortunio per i poliziotti. «Tremonti da Roma in giù non ascolta nessuno» ha detto Blasi a proposito dell'esclusione del condono previdenziale agricolo dal maxi-emendamento.
Ma il braccio di ferro era già iniziato in nottata, questa volta con i singoli ministri. Per esempio il ministro Rocco Buttiglione aveva chiesto fondi per il restauro della Domus Aurea; di fronte al «niet» del titolare del Tesoro è partita la minaccia delle dimissioni, cui Tremonti ha replicato con un uguale minaccia di mollare tutto se non verrà rispettato il rigore della manovra.
Alla richiesta reiterata fatta a Tremonti di rivedere il testo si è aperta una trattativa che ha avuto come esito quello di tirar fuori dalla Finanziaria e inserire nell'imminente decreto «mille proroghe» tutte le misure che il ministro del Tesoro non vuole introdurre nella manovra, ma che i gruppi considerano indispensabili. E il ministro delle risorse Agricole, Gianni Alemanno, ha annunciato che proprio nel decreto finirà il condono previdenziale Agricolo.
In serata Tremonti è giunto alla Camera dove ha depositato il testo del maxi-emendamento, con pochissime limature, rispetto alla bozza elaborata in nottata. «Non c'è stato alcun dissenso interno alla maggioranza - ha detto rispondendo ai cronisti - mi vedete forse preoccupato?». Domani, dopo un passaggio in commissione Bilancio, il testo approderà in aula dove lo stesso Tremonti porrà la fiducia. Intanto da Bruxelles il premier Berlusconi ha annunciato che il maxi-emendamento è stato già inviato alla commissione Ue.

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