Venerdì 14 Dicembre 2018 | 10:31

GDM.TV

Tav: i racconti tra la rabbia dei caricati

AVIGLIANA (TORINO) - Quando in mattinata sono scesi a valle, per andare a farsi medicare all'ospedale di Avigliana, avevano negli occhi i riflessi della paura e della rabbia. Chiara Anastasi, 23 anni, e Renzo Oliva, 21, erano a Venaus nella notte del blitz.
«Stavo dormendo nella tenda, sono stata trascinata fuori e presa a manganellate sulla testa, sul collo e sul ginocchio», racconta la studentessa universitaria di Avigliana, che esibisce il referto rilasciato dai medici dell' ambulanza dove ha ricevuto i primi soccorsi. «Trauma contusivo della regione occipitale» recita il foglio.
Al pronto soccorso di Avigliano hanno consigliato ai suoi familiari di non lasciarla da sola. «Dobbiamo tenerla sveglia e controllare che sia sempre vigile», dice la madre, Susi Patrizio, ds in consiglio comunale.
Chiara, del resto, a dormire non riesce proprio. E' terrorizzata. «Le tende erano una quindicina - ricorda la ragazza - poi sono arrivati le ruspe e hanno portato via tutto, anche il mio zaino, dove c' erano i miei documenti». Ci pensa su e aggiunge: «Non so dove siano finiti neppure i libri che stavo studiando per il mio prossimo esame di chimica». La studentessa in ospedale ha sporto denuncia per lesioni personali.
Con Chiara c'era Renzo, anche lui di Avigliana. Frequenta il centro sociale Takuma e, come l'amica, è iscritto all'università di Torino. «Ero dietro le barricate fatte di tronchi di legno - è il suo ricordo - e ho visto le ruspe che avanzavano verso di noi». E continua: «Dentro l'abitacolo di una ruspa c'era un alto funzionario della polizia che gridava schiacciateli tutti. Una scena davvero inquietante».
Il blitz ha sorpreso al presidio molti cittadini di Avigliana. «Era il nostro turno - afferma Enrico Tavana, 25 anni, commerciante e consigliare comunale di Amare Avigliana - quando ci hanno attaccato eravamo un centinaio di persone. Ci hanno spinto a manganellate dentro la baracca del presidio, ma io sono riuscito a fuggire tra le vigne».
I ricordi di Enrico sono flash: «Il battaglione di poliziotti schierati sul prato che battono ritmicamente il passo, un amministratore di Caselette a cui viene strappata la fascia tricolore, il prete di Venaus che fa suonare le campane per chiamare a raccolta i cittadini.
«Sono arrivati di corsa tutti i pensionati della zona e sono stati caricati senza pietà», dice il consigliere comunale, ancora scosso.
Con lui a Venaus c' era anche l'assessore alle politiche sociali di Avigliana, Marina Mancini, 51 anni, insegnante. Era lì in rappresentanza dell'amministrazione comunale e indossava la fascia tricolore. «Ci hanno picchiato tutti, indistintamente - dice mostrando i lividi - è stata una cosa indegna, in un paese civile non dovrebbe succedere».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Decennale della Regia Aeronauticail Re passa in rassegna 4mila piloti

Decennale della Regia Aeronautica
il Re passa in rassegna 4mila piloti

 
Il bimotore Savoia Marchetti S 55uno dei simboli del progresso italiano

Il bimotore Savoia Marchetti S 55
uno dei simboli del progresso italiano

 
Inaugurazione aeroporto di Bariintitolato a Umberto di Savoia

Inaugurazione aeroporto di Bari
intitolato a Umberto di Savoia

 
Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori

 
Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, la diretta del prepartita

Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, diretta prepartita

 
Corrieri della droga: con i bus di linea da Milano la portavano in Puglia

Sui bus di linea da Milano in Puglia con la droga in valigia: 22 arresti VIDEO