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Assalti a portavalori a Bari - «Chi» sono gli arrestati

BARI - Questi i nomi delle 16 persone arrestate (una è tuttora ricercata) con l'accusa di aver costituito, organizzato, diretto e preso parte all'associazione mafiosa che avrebbe assaltato negli ultimi mesi due furgoni portavalori tra le province di Bari e Foggia.
Alcuni degli arrestati - emerge dalle 196 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare - avevano compiuto tra aprile e maggio scorsi sopralluoghi e pedinamenti a furgoni portavalori che operano in Molise e in Campania e avevano a disposizione mezzi rubati (almeno un'autovettura, una macchina per movimento terra e un mezzo per trasportarla) con le quali avrebbero potuto fermare la corsa dei portavalori su strade e autostrade per poi compiere l'assalto.
In carcere sono finiti: Franco Bruzzese e Carlo Lamanna, di 38 anni, di Cosenza; Mariano Donato Leone, di 45, di Canosa di Puglia (Bari); Giovanni Abruzzese, di 46, di Cosenza; Adolfo Foggetti, di 20, di Cosenza; Luca Bruni, di 28, di Cosenza; Daniele Lamanna, di 38, di Cosenza; Felice Direse, di 36, di Foggia; Michele Miccoli, di 46, di Trinitapoli (Foggia); Antonio Lenoci, di 35, di Canosa di Puglia; Francesco Pio Losurdo, di 24, di San Giovanni Rotondo (Foggia); Vincenzo Sciusco, di 28, di Cerignola; Felice Todisco, di 47, di Cerignola; Maurizio Di Palma, di 34, di Foggia; Gentian Cela di 26, di Lezch (Albania), e Pantaleo Di Benedetto, di 54, di Bisceglie (Bari). E' ricercato un ventinovenne residente a Manfredonia (Foggia).
Secondo l'accusa, l'imprenditore Leone assieme a Lenoci, Sciusco e Bruzzese sarebbe stato il capo del sodalizio mafioso; Abruzzese, Bruni, Foggetti e i due Lamanna (assieme a Bruzzese) i componenti del commando armato, la cosiddetta "cellula calabrese" arrestata il 13 marzo scorso: Di Palma, Direse, Losurdo, Sciusco e Todisco i partecipanti agli assalti dopo l'arresto della "cellula calabrese"; Gentian e Miccoli gli addetti ai canali di rifornimento di armi nel Nord Italia (Milano e Rimini); Di Benedetto è invece colui che offriva assistenza logistica ai suoi presunti complici e custodiva i veicoli usati per le rapine.
A vario titolo agli indagati vengono poi contestate le due rapine ai portavalori, la detenzione di armi da fuoco (anche da guerra) e il riciclaggio di autovetture rubate.

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