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Sulla ripresa italiana pesa il costo dell'energia ed il deficit accumulato. La chiave di voltà è la competitività

ROMA - La recessione in Italia è ufficialmente finita nella scorsa primavera, ma la prospettiva di una ripresa economica può essere adesso messa a repentaglio dagli effetti del caro-petrolio. Più in generale, per garantire la sostenibilità della crescita occorre una svolta sul terreno cruciale della competitività e dei conti pubblici, oltre che del miglioramento della concorrenza nei servizi.
Sono in sintesi queste la fotografia e le indicazioni che vengono dall' Ocse, l' organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha fatto il punto dettagliatamente sulla situazione del nostro Paese in un capitolo dell' Economic Outlook sullo scenario mondiale, reso noto oggi.

Ecco qui di seguito, in sintesi, le considerazioni espresse nel rapporto:

RIPRESA ANCORA A RILENTO PER UN PO', PIL 2005 +0,2%: L'Ocse parte dalla premessa che dopo due trimestri consecutivi di crescita negativa, nel secondo trimestre di quest' anno il prodotto nazionale lordo è tornato positivo, grazie ad una forte ripresa della domanda interna. Al tempo stesso, peraltro, il tasso di crescita è previsto in rallentamento per qualche altro trimestre ancora, per via della riduzione dei redditi reali, del rallentamento della spesa pubblica, della flessione dell' attività edilizia. La conclusione è che quest' anno il tasso di crescita sarà dello 0,2%, destinato peraltro a salire al +1,1% l' anno venturo e ad un più robusto +1,5% nel 2007.

TIMORI PER CONTI PUBBLICI: alla finanza pubblica è dedicata l' attenzione maggiore da parte del rapporto, considerato che le previsioni dell' Ocse sono di un deficit-pil attestato sul 4,3% quest' anno (come previsto dal Governo), destinato poi a scendere leggermente al 4,2% nel 2006 (contro il 3,8% indicato dall' Esecutivo), per poi rialzare decisamente la testa nel 2007, al 4,8% (in quest' ultimo caso il Governo si è invece impegnato per una ridiscesa sotto il 3,0%). Quanto al debito pubblico, per la prima volta quest' anno tornerebbe a salire, circostanza che non si verificava da dieci anni, e nel 2006 toccherebbe il 110% in rapporto al prodotto interno lordo, pur dando per scontati gli incassi derivanti dal piano di privatizzazioni messo in conto dal Governo (pari all' 1% del pil). Proprio la crescita del debito ed il peggioramento del disavanzo ha fatto lanciare all' Ocse un allarme, nel senso che in questa situazione si potrebbe verificare una «reazione dei mercati», con la conseguenza che salirebbero gli oneri sul pagamento degli interessi pubblici.

BENE L'OCCUPAZIONE, MA SERVONO ALTRE RIFORME: L'Ocse esprime una valutazione positiva sulla situazione del mercato del lavoro, che riflette fra l'altro la messa in regola continua degli immigrati ed il completamento dell'ultima fase delle riforme in questo settore. Per il 2006 ed il 2006, peraltro, è atteso un rallentamento, dal momento che non sono in cantiere ulteriori novità normative, finalizzare a stimolare la crescita degli occupati.

RETRIBUZIONI REALI +2%, INCLUSI GENEROSI RINNOVI PUBBLICI: L'Ocse rileva che la dinamica delle retribuzioni effettive nel 2005 dovrebbe registrare un +2%, comprendendo - si osserva - gli effetti «particolarmente generosi» derivanti dai rinnovi nel Pubblico Impiego. Ma questo significa più in generale un peggioramento ulteriore dei costi di lavoro unitari, con ovvie ripercussioni sulla produttività.

INFLAZIONE IN RISALITA, VICINA AL 3% NEL 2006: L'inflazione in Italia dopo essere scesa sotto il 2% nel primo semestre di quest' anno, è attesa in risalita ed in particolare dovrebbe posizionarsi vicino al 3% nel terzo trimestre del 2006, a causa del dispiegarsi dei pieni effetti del caro-petrolio.

PREZZI DELLE CASE IN CRESCITA DEL 40% DAL 2000: l'Ocse fa fra l' altro notare che i prezzi delle abitazioni in Italia sono cresciuti di circa il 40% dal 2000, come conseguenza dei bassi tassi d' interesse.

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