Giovedì 13 Dicembre 2018 | 18:50

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La Procura di Ascoli indaga

ROMA - I nomi dei dirigenti della Nestlè responsabili del processo di controllo qualità e distribuzione del latte; gli interrogatori dei funzionari della Azienda sanitaria delle Marche che hanno ritardato la segnalazione alla magistratura della positività all'Itx dei campioni esaminati, e l'acquisizione dell'intervista in cui il presidente della Nestlè parla di un accordo tra la multinazionale, l'Unione europea e il ministero della Salute italiano per lo smaltimento delle confezioni di latte contaminate.
Si muove su queste tre direzioni l'inchiesta della Procura di Ascoli che ieri ha dato il via al sequestro in tutta Italia di quattro marche di latte liquido per bambini della multinazionale svizzera. Il procuratore capo Franco Ponticelli ha trascorso tutta la giornata in ufficio e in serata ha chiesto di acquisire l'intervista. Il magistrato, secondo quanto si è potuto apprendere, sta valutando l'ipotesi di inviare gli incartamenti relativi a questa parte dell'inchiesta a Roma, visto che ad essere chiamato in causa è appunto il ministero della Sanità.
Ponticelli, inoltre, ha avuto già dei contatti con i legali della Nestlè: a questi, sempre secondo quanto è trapelato, avrebbe chiesto esplicitamente i nomi dei responsabili dei settori qualità, autocontrollo, confezionamento e catena di produzione e distribuzione della branca italiana dell'azienda. Una richiesta, si fa notare in ambienti investigativi, che sarebbe il preludio all'iscrizione nel registro degli indagati dei dirigenti dell'azienda.

Il fascicolo al momento è infatti intestato «atti relativi a», ma è molto probabile che nei prossimi giorni l'intestazione cambi con l'iscrizione nel registro degli indagati proprio dei dirigenti. Una volta identificati i responsabili della Nestlè, inoltre, il fascicolo potrebbe passare alla procura di Milano, dove si trova la sede legale della Nestlè italiana.
L'attenzione degli inquirenti è puntata anche sui responsabili dei servizi igiene degli alimenti delle zone 13 e 12 dell'Azienda sanitaria unica regionale delle Marche, Vincenzo Calvaresi e Luigi Persiani, i due funzionari che avrebbero ritardato la comunicazione alla magistratura della positività del latte. I due sono stati ascoltati oggi, finora in qualità di persone informate sui fatti, proprio sul perchè di questi ritardi. Tutto, infatti, inizia il 29 giugno scorso, quando il primo campione di latte contaminato arriva all'Asur 13 di Ascoli. Le analisi cominciano a luglio e il 30 agosto l'Arpam delle Marche conferma la positività del latte. Lo stesso giorno l'esito delle analisi viene trasmesso all'assessorato regionale alla Sanità, e il 2 settembre la regione informa il ministro della Salute. La notizia alla magistratura, fanno però notare gli investigatori, viene inviata solo il 2 novembre, dunque due mesi dopo la scoperta della positività del latte all'Itx. Stessa cosa, ma con tempi diversi, avviene all'Asur 12 di San Benedetto del Tronto: i risultati della positività arrivano il 17 ottobre e la comunicazione alla procura viene fatta il 7 novembre, quasi un mese dopo e in contemporanea con i primi sequestri.
Davanti al magistrato entrambi i funzionari si sarebbero giustificati, viene sottolineato in ambienti investigativi, con «evidente difficoltà», affermando che dovevano studiare la pratica in maniera molto attenta in quanto la sostanza non rientrava tra quelle considerate tossiche.
Una spiegazione, fanno notare le stesse fonti, che non torna, in quanto l'Asur 13, il 5 settembre (e dunque dopo soli 5 giorni dal risultato delle analisi) avrebbe inviato una lettera alla Asl di Ancona e alla Usl città di Milano per segnalare il problema emerso. Alla lettera, il funzionario avrebbe allegato una scheda tecnica in cui tra le voci da barrare ce n'era una in cui si chiedeva quale fosse la «natura del pericolo». La risposta del funzionario fu «tossicologico». E non tornerebbe, sempre secondo gli investigatori, anche il comportamento del funzionario della zona territoriale 12: nello stesso giorno in cui riceve i risultati positivi dell'Arpam (il 17 ottobre) attiva, correttamente, il sistema di allertamento comunitario. E fa uscire i suoi ispettori con un verbale di sequestro amministrativo firmato dal sindaco di San Benedetto del Tronto. Anche in questo caso, però, nessuno avverte la magistratura.
Intanto, il Corpo Forestale dello Stato ha proseguito anche oggi con i sequestri delle confezioni di latte in tutta Italia e la Nestlè ha deciso di ritirare le quattro marche anche dal mercato greco.

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