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E' Mantova la città più «eco»

MILANO - Mantova è la città con la migliore qualità ambientale tra i 103 capoluoghi di Provincia. Seguono Bolzano e Lecco mentre all'ultimo posto si è piazzata Vibo Valentia, che chiude una classifica dove agli ultimi posti ci sono solo città meridionali: Catania, Nuoro, Enna, Trapani, Messina, Reggio Calabria, Agrigento ed Oristano.
L'annuale indagine di Legambiente e del Sole 24Ore, presentata oggi a Milano, basata su 26 gruppi di indicatori (smog, rifiuti, traffico, trasporti, verde urbano, acqua, depurazione solo per citarne alcuni), mette in evidenza la crisi delle città del sud ma anche lo scivolone dei grandi centri urbani: Roma è al 68/esimo posto, Genova al 70/esimo, Torino al 73/esimo, Napoli al 75/esimo, Milano all'82/esimo e Palermo all'86/esimo.

Dall'inchiesta di Ecosistema Urbano emerge un'Italia molto variegata: la separazione non è più limitata solo tra Nord e Sud (oltre a Matera solo Macerata, Cosenza e Avellino sono tra le prime cinquanta) ma anche tra comuni grandi e medio-piccoli. Il traffico, la situazione caotica della mobilità, i livelli di smog e rumore sempre più elevati determinano un arretramento dei centri urbani e c'è, secondo l'indagine, una sempre maggiore domanda di mobilità soddisfatta solo dall'auto privata con il trasporto pubblico che perde il 4% di passeggeri. Più del 90% del calo complessivo di utenti riguarda grandi città come Torino, Firenze, Roma e Napoli.
Traffico e smog sono le maggiori emergenze e il sondaggio ha messo in evidenza anche che molti cittadini sarebbero favorevoli al pedaggio urbano. In nove delle più grandi città (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino) il 60% degli intervistati sarebbe disposto a pagare un pedaggio urbano sul modello di quello londinese. Solo a Firenze il road pricing sarebbe accolto da poco meno del 40% dei cittadini.

Legambiente ha segnalato anche alcune città che hanno incentivato lo sviluppo delle energie alternative. Si tratta di 16 città che hanno incentivato l'utilizzo dei pannelli solari termici o fotovoltaici e e che hanno fatto ricorso a queste fonti energetiche nelle strutture edilizie comunali: Bolzano, Trento, Lecce, Grosseto, Aosta, Alessandria, Brescia, Bologna e Palermo, Roma, parma, Benevento, Prato, Modena e Catania.

«Se le precedenti edizioni del rapporto - ha spiegato il presidente di Legambiente Roberto Della Seta - avevano evidenziato come un capoluogo sostenibile fosse ancora lontano, ma tutto sommato mettevano in luce un miglioramento lento ma generalizzato del quadro complessivo, oggi la situazione è radicalmente diversa. I comuni medio-piccoli continuano a migliorare, quelli del sud fanno spesso passi indietro e quelli con oltre mezzo milione di abitanti restano al palo o addirittura peggiorano».
«Malgrado il grande bricolage di misure tampone, come targhe alterne, blocchi estemporanei della circolazione, stop alle auto non catalizzate e ai vecchi diesel - ha spiegato Della Seta - nella metà dei capoluoghi italiani si sono registrati durante il 2004 più superamenti dei limiti di concentrazione delle polveri sottili del consentito. Questo vuol dire che milioni di italiani vivono in una condizione permanente di rischio sanitario».

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