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Indagine conoscitiva della Commissione bicamerale per l'infanzia: 20mila baby accattoni

ROMA - Migliaia di baby accattoni, forse 20mila secondo l'Opera Nomadi, si aggirano per le strade delle città italiane e circa 50mila sono i minori stranieri abbandonati e identificati dal 2000 al 2005 nel nostro Paese: sono alcuni dati che emergono dall'indagine conoscitiva realizzata dalla Commissione bicamerale per l'infanzia e presentata ufficialmente oggi in occasione della Giornata nazionale dell'infanzia e adolescenza. Una indagine che, oltre a fotografare le condizioni di disagio di tanti bimbi e ragazzini, individua un pacchetto di interventi che vanno da un più severo rispetto dell'obbligo scolastico a un maggior coordinamento tra forze dell'ordine, servizi sociali e magistratura, dalla reimpostazione della normativa in materia di rimpatrio assistito a un più ampio uso del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
50MILA MINORI STRANIERI ABBANDONATI IN 5 ANNI Sono circa 50mila i minori stranieri abbandonati e identificati dal 2000 al 2005 in Italia. Un fenomeno, in continua crescita, che vede coinvolti per lo più bambini di nazionalità romena, marocchina e albanese. In base ai dati elaborati dalla Commissione, basati sulle segnalazioni giunte al Comitato per i minori stranieri, i minorenni stranieri non accompagnati sono stati 7.040 nel 2002, 8.194 nel 2003, 8.100 nel 2004 e 6.426 nei primi nove mesi del 2005, con una stima di 9mila entro la fine dell'anno e quindi un aumento del 10% rispetto all'anno precedente. Con riferimento al periodo gennaio-settembre 2005, si è visto che l'80% era di sesso maschile e il 20% di genere femminile, il 39% proveniente da Romania, il 22% dal Marocco, il 15% dall'Albania, e il 24% da Europa orientale e Africa settentrionale. Nella maggior parte dei casi si tratta di adolescenti (81%) dai 15 anni in su. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, le segnalazioni più numerose sono arrivate da Lombardia (23%) e Lazio (16%).
Quando possibile è stata adottata la politica del rimpatrio assistito, ma - sottolinea la Commissione, questo strumento si è rivelato inadeguato a dare risposte a tutti i casi di minori segnalati. Su 46.213 segnalazioni arrivate al Comitato tra il 2000 e il 30 settembre 2005, i provvedimenti di rimpatrio assistito sono stati, infatti, solo 796.
E' necessario dunque reimpostare, secondo la Commissione, la normativa in materia, considerando, ad esempio, un più ampio uso del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
UN ESERCITO DI BABY ACCATTONI Sono migliaia, forse 20mila secondo l'Opera Nomadi, i bambini coinvolti nell'accattonaggio, non solo nei grandi centri urbani ma anche nei piccolo comuni. Il fenomeno, secondo quanto emerge dall'indagine della commissione Bicamerale Infanzia, è legato principalmente alle comunità Rom e dell'ex Jugoslavia e vede coinvolti bambini di tutte le età, a partire dai neonati in braccio ai genitori. In alcuni casi, non connessi però ai Rom, sono vere e proprie organizzazioni criminali a gestire l'attività, non esitando a servirsi anche di minori portatori di handicap per borseggi e scippi. Le denunce per l'impiego in accattonaggio di minori al di sotto dei 14 anni sono state appena 570 nel 2003, 540 nel 2004 e 235 nel primo semestre 2005. Secondo l'Opera Nomadi si può stimare tuttavia che siano 20mila i minori coinvolti. Quanto al denaro che i baby accattoni riescono a racimolare, le cifre variano a seconda delle zone: si va infatti dai 35-40 euro raccolti quotidianamente a Cosenza, ai 70 euro di Roma, fino ai 100 euro indicati dalla Polizia di Stato sul suo sito internet.
Un primo aspetto su cui intervenire, secondo la Commissione, deve essere quello dell'evasione dell'obbligo scolastico oltre a un maggior coordinamento di forze di polizia, servizi sociali e magistratura minorile e un censimento delle presenze nei campi nomadi.
UN AMPIO VENTAGLIO DI INTERVENTI Partendo dal presupposto che - come ha sottolineato il Capo dello Stato - «i bambini sono il futuro e la speranza dell'umanità», va da sè che il tema dell'infanzia appartiene a tutto il paese: «La soluzione - ha osservato il Presidente della Camera Casini - sta nella capacità di ciascuno di assumersi la propria quota di responsabilità, liberandosi dalla comoda illusione che il problema dell'infanzia sia sempre di qualcun altro». «I casi di identificazione dei minori in stato di abbandono sono aumentati» ha constatato la Presidente della commissione Infanzia, Maria Burani Procaccini, ma - ha aggiunto - serve una «maggiore incisività degli organismi territoriali deputati alla segnalazione». Va pure cambiata la Bossi-Fini «introducendo - ha spiegato Marida Bolognesi, componente della stessa commissione - una tipologia di permesso di soggiorno ad hoc per i minori». Altro aspetto da monitorare è quello delle adozioni. «Il Parlamento - ha ricordato a questo proposito il vicepresidente del Senato Francesco Moro - sta esaminando ddl per accelerare l'iter delle procedure». Adozioni dunque, ma non solo. «Sarebbe bene - è l'invito arrivato dal presidente dell'Unicef Italia Antonio Sclavi - evitare la schizofrenia per cui molti paesi avanzati, che privilegiano internamente misure di welfare per evitare l'istituzionalizzazione dei bambini, quando si tratta di intervenire nei paesi poveri spesso invece privilegiano istituti o centri di accoglienza perchè più visibili rispetto agli interventi di sostegno alle famiglie».

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