Venerdì 14 Dicembre 2018 | 23:21

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Scheda - Così sarà la nuova Costituzione

Scompare il bicameralismo perfetto, la Camera dei deputati sarà l'organo politico, il Senato federale rappresenterà gli interessi territoriali. Non ci saranno più i senatori a vita sostituiti dai "deputati a vita". E ancora: cambierà il ruolo del Capo dello Stato «garante dell'unità federale della Repubblica» e il Primo ministro (non si chiamerà più presidente del Consiglio) diventerà più forte, un super-premier. Introdotte sfiducia costruttiva e norma anti-ribaltone. E poi, entrano in Costituzione devolution, federalismo fiscale, sussidiarietà e interesse nazionale. Sono queste le novità più importanti della II parte della Costituzione così come riscritta dalla Casa delle libertà.

Ecco nel dettaglio i punti "chiave".

CAMERA DEI DEPUTATI
La Camera sarà l'organo politico e sarà costituito da 518 deputati (oggi sono 630), di cui 18 eletti nelle circoscrizioni estere. In più, ci saranno anche i deputati a vita, nominati dal Capo dello Stato, e potranno essere al massimo tre. Di diritto gli ex Presidenti della Repubblica. L'età minima per essere eletti scende a 21 anni (adesso è 25). La Camera è eletta per cinque anni. Le Commissioni d'inchiesta istituite dalla Camera avranno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria; la loro presidenza sarà assegnata all'opposizione.

SENATO FEDERALE
I senatori saranno 252 (oggi sono 315), eletti in ciascuna Regione contestualmente all'elezione dei rispettivi consigli regionali. A questo numero si sommeranno i 42 delegati delle Regioni, che partecipano ai lavori del Senato federale senza diritto di voto: due rappresentanti per ogni regione più due per le Province autonome di Trento e Bolzano. Sarà eleggibile chi ha 25 anni (oggi la soglia è di 40 anni). Con la proroga dei Consigli regionali e delle province autonome sono prorogati anche i senatori in carica.

INTERESSE NAZIONALE E CLAUSOLA SUPREMAZIA
L'interesse nazionale prevede che il Governo, qualora ritenga che una legge regionale pregiudichi l'interesse nazionale della Repubblica, invita la Regione a rimuovere le disposizioni pregiudizievoli. Se entro 15 giorni il Consiglio regionale non rimuove la causa del pregiudizio, il Governo entro altri 15 giorni sottopone la questione al parlamento in seduta comune che con maggioranza assoluta può annullare la legge. Il Presidente della Repubblica entro i successivi 10 giorni, emana il decreto di annullamento. La clausola di supremazia, invece, prevede che lo Stato può sostituirsi alle Regioni, alle città metropolitane, alle Province e ai Comuni, nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica ovvero quando lo richiedano la tutela dell'unità giuridica o economica o i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali.

ITER LEGISLATIVO
La Camera esamina i disegni di legge riguardanti le materie che il nuovo articolo 117 affida alla legislazione esclusiva dello Stato. Dopo l'approvazione il Senato federale può proporre modifiche entro trenta giorni sulle quali sarà comunque la Camera a decidere in via definitiva. All'Assemblea di Palazzo Madama spetterà l'esame e la parola definitiva, invece, sui provvedimenti riguardanti le materie concorrenti. Le questioni di competenza tra le due Camere sono risolte dai Presidenti delle Camere o da un comitato paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi presidenti. La decisione dei Presidenti o del comitato non è sindacabile in alcuna sede.
Per alcune materie comunque resta il procedimento bicamerale.
In caso di disaccordo tra le due Camere, il testo sarà proposto da una Commissione, composta da trenta deputati e da trenta senatori, convocata dai Presidenti delle Camere, e sottoposto al voto finale delle Assemblee.

CLAUSOLA DI ESSENZIALITA'
Se il Governo ritiene che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del Senato, siano essenziali per l'attuazione del suo programma approvato dalla Camera, il Presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, può autorizzare il Primo ministro ad esporne le motivazioni al Senato federale che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera dei deputati che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte. I disegni di legge del Governo avranno comunque una via preferenziale nel calendario dei lavori delle Camere. Se l'Esecutivo lo richiede, verranno iscritti all'ordine del giorno e votati entro tempi certi.

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA'
La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, che esercitano le loro funzioni secondo i principi di leale collaborazione e sussidiarietà.

ROMA CAPITALE
Roma è la capitale della Repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti nello Statuto della regione Lazio.

FEDERALISMO FISCALE
Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di riforma costituzionale sarà assicurata l'attuazione del federalismo fiscale. Sono fissati dei limiti per cui in nessun caso l'attribuzione dell'autonomia impositiva alle Regioni, alle Province, alle città metropolitane e ai Comuni può determinare un incremento della pressione fiscale complessiva.
Inoltre, viene inserito il concetto di sussidiarietà fiscale: in pratica il cittadino su alcune spese come ad esempio quelle di mantenimento dei figli, invece di pagare le tasse per richiedere poi il rimborso a livello regionale, può detrarle direttamente dalla dichiarazione dei redditi.

CORTE COSTITUZIONALE
Aumentano i giudici di nomina parlamentare nella Corte Costituzionale. La Consulta sarà composta da 15 giudici: quattro nominati dal Presidente della Repubblica, quattro dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative; tre giudici sono nominati dalla Camera dei deputati e quattro dal Senato federale della Repubblica integrato dai Governatori. Attualmente la Costituzione prevede, invece, che dei 15 giudici un terzo è nominato dal presidente della Repubblica, un terzo dal Parlamento in seduta comune e un terzo dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative. E' previsto che, concluso il mandato, nei successivi tre anni non si possano ricoprire incarichi di governo, cariche pubbliche elettive o di nomina governativa o svolgere funzioni in organi o enti pubblici individuati dalla legge.

CSM
I componenti del Csm, oltre a quelli eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie (come già in Costituzione vigente), sono eletti per un sesto dalla Camera dei deputati e per un sesto dal Senato federale della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. La Costituzione attualmente, invece, prevede che siano eletti per un terzo dal Parlamento in seduta comune. Il presidente della Repubblica nomina il vicepresidente del Csm nell'ambito dei componenti eletti dalle Camere.

ENTRATA IN VIGORE
La nuova Costituzione entrerà in vigore in tempi diversi. Devolution, interesse nazionale e clausola di supremazia saranno effettivi subito con l'entrata in vigore della riforma, mentre per il resto dipenderà da quando si terrà il referendum confermativo. Se si terrà dopo le elezioni politiche del 2006, come sembra probabile, la riforma entrerà in vigore nel 2011 e il Senato federale sarà effettivo solo dal 2016.

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