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I sindacati Alitalia: l'azienda ci ha costretti al braccio di ferro

Alitalia ROMA - Il pacchetto di sciopero di 72 ore a cui il sindacato è dovuto ricorrere, «suo malgrado», è frutto di quel «solco, ogni giorno più profondo» che si è creato tra Alitalia ed i lavoratori, con le loro rappresentanze sindacali e professionali. Lo affermano i sindacati in una nota in cui annunciano lo sciopero.
La proclamazione di questo sciopero, fanno inoltre sapere alcune organizzazioni sindacali, prescinde dall'ordinanza con la quale il ministro dei Trasporti Lunardi ha precettato il settore del trasporto aereo, escludendolo dallo sciopero generale di tutte le categorie previsto per il 25 novembre.
Le organizzazioni sindacali tornano infatti a denunciare «l'assenza di strategia industriale» che parte «dalla mancata scelta del proprio modello di business al silenzio sull'assetto aeroportuale».
La ricapitalizzazione, dicono i sindacali, è necessaria ma non sufficiente ad offrire un futuro ai 20.000 lavoratori del gruppo mentre «le stesse intese, a far data dal maggio 2004, appaiono disattese dal management che con disinvoltura declama tali accordi praticandone, in concreto, lo stravolgimento, considerando tra l'altro superfluo l'apporto di interi settori all'organizzazione aziendale»..
«Si assiste ormai quotidianamente alla mortificazione delle professionalità interne, con il risultato di alimentare inefficienze, sprechi, ritardi e cancellazioni di voli che minano l'intera attività operativa, come già più volte si è verificato negli ultimi mesi, a fronte di sacrifici cui tutte le categorie di lavoratori si sono sottoposti, riconosciuti dagli stessi revisori dei conti, notoriamente rigorosi soprattutto sul costo del lavoro sceso nel solo 2004 del 21%, unitamente ad un robusto incremento della produttività» scrivono le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori Alitalia.
«E' chiaro quindi che le possibilità, per il Paese, di poter contare su un settore strategico quale il trasporto aereo si vanno riducendo ogni giorno che passa» affermano i sindacati secondo i quali, quindi, «si rende ineludibile la ripresa di un confronto a Palazzo Chigi al fine di verificare e condividere gli elementi concreti per lo sviluppo di Alitalia ed il consolidamento del trasporto aereo, avendo la componente lavoro svolto appieno con responsabilità la propria parte». Non solo. «A tutto quanto sopra richiamato si aggiunge la beffa di una assenza di qualità nelle relazioni industriali, fino ad eludere da parte del management aziendale confronti di merito, assunti con impegni formali e nonostante i continui solleciti rivolti al governo/azionista che appare assente e silenzioso».
«E' quindi, nostro malgrado, che il sindacato e le associazioni professionali sono costretti a ricorrere ad una mobilitazione di tutte le categorie dei lavoratori del gruppo Alitalia proclamando un pacchetto di 72 ore di sciopero, confermando le prime 24 ore per il giorno 29 novembre 2005 che verranno effettuate dal personale navigante».

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