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Un righello nel cervello per misurare i numeri

CERVELLO UOMOROMA - Come fa il cervello a decidere se un numero o la quantità che esso indica è di poco oppure molto più grande di un'altra? Lo fa utilizzando una linea virtuale sulla quale i numeri più piccoli vengono immaginati alla sinistra di quelli più grandi. In pratica, un righello virtuale. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani la cui ricerca è stata pubblicata su «Nature Neuroscience». Nella nostra mente proiettiamo infatti una sorta di righello graduato, simile a quelli usati a scuola, e grazie a questo decidiamo il valore dei numeri che prendiamo in considerazione. Con uno studio svolto presso il Centro Ricerche di Neuropsicologia della Fondazione Santa Lucia, Fabrizio Doricchi e i suoi collaboratori della Facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma, hanno per la prima volta individuato le aree cerebrali che consentono l'uso di questo righello mentale numerico, localizzate nel lobo frontale destro. L'indagine ha inoltre evidenziato che la capacità di confrontare quantità numeriche diverse dipende fortemente da quella di ricostruire mentalmente la collocazione degli oggetti nello spazio. Per il loro studio i ricercatori hanno esaminato alcuni pazienti con una lesione dell'emisfero destro, i quali tendono a trascurare tutto ciò che fisicamente o mentalmente è collocato alla loro sinistra. A tali pazienti è stato chiesto di rispondere a delle semplici domande come, ad esempio, 'quale numero sta a metà tra 3 e 9?'. Attraverso un'accurata procedura di localizzazione e misurazione delle lesioni cerebrali è stato osservato che solamente i soggetti nei quali queste coinvolgevano la parte anteriore destra del cervello - il lobo frontale spostavano il centro dell'intervallo compreso tra i due numeri verso la cifra più grande collocata a destra, trascurando la parte sinistra di tale intervallo. Gli stessi pazienti mostravano di avere gravi difficoltà nel ricordare semplici itinerari spaziali (come la serie di caselle sulle quali era stata appena spostata una pedina) ma non nell'individuare il centro di linee visive orizzontali o nel ricordare delle serie di numeri casuali.
La ricerca effettuata da Doricchi e dai suoi collaboratori presso il Centro Ricerche di Neuropsicologia diretto dal Luigi Pizzamiglio, ha potuto avvalersi dell'impiego clinico e sperimentale di sofisticate tecniche di visualizzazione del cervello, tra cui la risonanza magnetica cerebrale.

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