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Martino: dal sacrificio degli italiani la rinascita irakena

Nassiriya - Un anno fa la strage, Martino in IraqROMA - «A tutti gli italiani, ma soprattutto ai familiari dei caduti di Nassiriya, chiedo umilmente di guardare alla speranza che va germogliando in Iraq». Con queste parole il ministro della Difesa, Antonio Martino, si è rivolto ai congiunti dei 19 nostri connazionali uccisi nell'attentato del 12 novembre del 2003, oggi riuniti al Vittoriano per ricevere la Croce d'onore dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
«Gli irakeni - ha detto Martino, parlando davanti al capo dello Stato, ai vertici militari, ai numerosi parenti dei caduti - partecipano in massa alle elezioni, fanno la fila per votare. E votano a rischio della vita. Sono questi cittadini, questi elettori i veri partigiani della vera resistenza irakena. La concreta rinascita degli irakeni e la loro sentita riconoscenza verso di noi conferiscono significato al sacrificio dei caduti».
«Con le onorificenze di oggi - ha proseguito - lo Stato italiano, nella sua più alta espressione, tributa il dovuto riconoscimento alle vittime ed ai superstiti della strage di Nassiriya. Il conferimento della Croce d'onore ai caduti ed ai feriti attesta che l'Italia considera altissimo il valore del sacrificio».
In Iraq, ha sottolineato Martino, «i soldati italiani pacificano gli altri e difendono noi. Non dobbiamo dimenticarlo. Le onorificenze alla memoria dei caduti ed ai feriti di Nassiriya, sono un ricordo, un monito, uno sprone».
Nel suo intervento il ministro della Difesa ha rinnovato «il fervido cordoglio dell'Italia intera ai familiari dei caduti, nella speranza che la solidale partecipazione delle Istituzioni al loro terribile lutto possa alleviare il peso del dolore. E' ancora viva in noi - ha aggiunto - l'emozione suscitata da quella straziante notizia. Fu uno dei giorni più tristi nella storia della Repubblica».
«Restammo increduli», ha ricordato il ministro. «Un attacco così barbaro e vile era ingiustificato ed ingiustificabile. La pena degli italiani fu sincera, profonda, corale. E lo è ancora oggi. L'Italia si mostrò affranta e dimostrò comprensione e condivisione verso la nostra pacificatrice missione in Iraq. E rese omaggio, insieme ai militari caduti, ai due civili morti nell'adempimento del proprio lavoro».
«I nostri militari - ha sottolineato Martino - erano a Nassiriya per aiutare gli irakeni. Allora come oggi. Hanno aiutato ed aiutano uomini, donne, bambini a riprendere la convivenza civile, dopo anni di oppressione, repressione, persecuzione. Hanno aiutato ed aiutano a far funzionare gli uffici, gli ospedali, i servizi. Hanno aiutato ed aiutano le forze militari e la polizia dell'Iraq a strutturarsi secondo i principi dello stato di diritto. Hanno sfamato, curato, salvato. Non hanno preso nulla ma dato molto, in ogni senso. Questi - ha detto il ministro, rivolgendosi al presidente Ciampi - erano e sono gli uomini degli obiettivi della missione Antica Babilonia».

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