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Nel 1985 il primo intervento italiano al cuore

Il 14 novembre di 20 anni fa, l'équipe del professor Vincenzo Gallucci effettuava all'ospedale di Padova il primo trapianto di cuore, grazie ad una falsa autorizzazione giunta dal Ministero
Lunedì prossimo compirà 20 anni il primo trapianto di cuore in Italia. Il 14 novembre del 1985, infatti, l'équipe dell'ospedale di Padova guidata dal professor Vincenzo Gallucci trapiantò su Ilario Lazzari, falegname di Vigonovo (Venezia), il cuore di Francesco Busnello, un giovane di Treviso morto in un incidente in motorino. Lazzari soffriva
di una miocardia dilatativa particolarmente grave. L'unica soluzione per salvarlo era, secondo i sanitari di Padova, il trapianto cardiaco.
Il falegname di Vigonovo rimase nel reparto di rianimazione della clinica cardiochirurgica dell'università di Padova oltre un
mese, prima di essere sottoposto al trapianto, tenuto in vita con terapie intensive. Oggi, a 20 anni da quel giorno destinato ad entrare nella storia della medicina italiana, Alessandro Mazzucco, nel team di Gallucci ai tempi dello storico intervento, racconta - in una conferenza stampa a Roma - un aneddoto di quei giorni. «Due giorni prima dell'effettivo trapianto - ricorda il medico, oggi Rettore dell'università di Verona e direttore del centro trapianti della città - quando eravamo in trepida attesa dell'autorizzazione ministeriale per eseguire la sostituzione del cuore, ricevemmo una telefonata con la quale l'allora ministro della Sanità, Costante Degan, concedeva l'autorizzazione. Accompagnammo Lazzari in sala operatoria mentre, a Treviso, eravamo pronti a prelevare il cuore di un giovane morto in un incidente stradale. Non abbiamo mai saputo chi fece la telefonata. Una cosa è certa: la notizia dell'autorizzazione era falsa. Ma due giorni dopo l'autorizzazione ministeriale arrivò davvero, e il cuore, seppur di un altro giovane donatore, arrivò sempre da Treviso».

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