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Dura la Margherita, perplessità dall'Udc. D'Alema: mette le mani nelle tasche degli italiani

ROMA - «La Finanziaria, man mano che si va avanti, mostra il suo vero volto. E' una manovra che mette le mani in tasca agli italiani anche se lo fa indirettamente». Lo ha detto il presidente dei Ds Massimo D' Alema, stamane a Firenze, rispondendo ad una domanda sul raffreddamento recente di Confindustria rispetto alla finanziaria. «Io mi sono stupito all'inizio - ha detto D' Alema - del giudizio positivo che diede Confindustria. Anche perchè era del tutto evidente che quella Finanziaria che fu presentata non aveva alcun fondamento vero».
«Nel senso - ha precisato il presidente dei Ds - che per tutte le cose che prometteva non c'erano i soldi. Sinceramente, non ci voleva un grande studioso per capire, fin dall' inizio, che questa è in realtà una finanziaria che sottraeva reddito agli italiani perchè, tagliando le risorse agli enti locali, si riducono i servizi, quindi si colpisce la qualità della vita delle famiglie e si danneggia lo sviluppo del paese perchè si riducono gli investimenti in tutti i campi. Tagliando le spese per le ferrovie, per le strade, per i Comuni, per le province, certamente anche le imprese saranno seriamente danneggiate».
D' Alema ha quindi concluso di non essere «stupito» del fatto che «ora la Finanziaria mostri il suo vero volto».

Contro il governo e la sua Finanziaria è durissima la Margherita. «Hanno dichiarato un fallimento, si doveva mettere in moto lo sviluppo e invece siamo precipitati di 8 posizioni nella classifica internazionale della competitività. Avevamo consegnato un deficit che era 1.9 sul Pil, stiamo viaggiando oltre il 5%, il baratro gigantesco del debito pubblico riemergein tutta la sua prepotenza. C'è poi il richiamo di Ciampi al rigore che non viene rispettato». Questo il commento del capogruppo al Senato Della Margherita Willer Bordon per il quale siamo di fronte ad «una situazione disastrosa, che ha due nomi e due cognomi: Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Incredibile Tremonti, il quale mandato via per la sua incapacità di gestire la finanza pubblica, è ritornato perchè, come è noto, l'assassino ritorna sempre sul luogo del delitto».

Qualche perplessità viene anche dall'Udc, come spiega il capogruppo al Senato Francesco D'Onofrio: «Siamo contenti per il miliardo e i 140 milioni di euro per le politiche familiari nell'insieme, non siamo contenti per il fatto che, per ragioni che noi non comprendiamo, non è un buono per i figli tra le politiche familiari per il 2006. Quindi non contestiamo la quantità dei soldi dati per tali politiche, ma il modo della ripartizione. Credo che questo come ha detto giustamente Buttiglione, sarà corretto alla Camera».

Obiezioni queste dell'Udc che trovano l'immediata risposta della Lega per bocca del ministro per le Riforme Roberto Calderoli: «le risorse sono quelle che sono state stanziate, da quel punto di vista non ci sono problemi, avremmo voluto risolvere anche il problema dei bambini già dal 2006, vedremo se alla Camera riusciremo a trovare anche questa soluzione». Sulla 'devolution', che probabilmente dovrebbe esser approvata definitivamente già la prossima settimana, il ministro ribadisce che «il giorno successivo allla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale la Cdl richiederà il referendum perchè le modifiche della Costituzione di così vasta portata devono essere valutate dal popolo e non solo dal Parlamento». Infine un auspicio che forse è una certezza per Calderoli, che riferendosi alla presenza di Bossi in Aula al Senato per l'approvazione della Riforma Costituzionale, dice «non posso dirlo, ma direi che sarebbe una bella sorpresa».

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