Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 14:44

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Francia - Pensionato ucciso a pugni per aver difeso la sua automobile

PARIGI - Non ce l'ha fatta Jean-Jacques Le Chenadec, 61 anni, pensionato, tutta una vita passata alla Renault, a risvegliarsi dal coma profondo, provocatogli dai pugni di un giovane venerdì scorso, durante una delle serate inquiete delle banlieue francesi. L'uomo è morto questa mattina nell'ospedale di Bondy.
Non voleva certo passare alla storia come il primo morto di questa sommossa Le Chenadec. Era solo sceso in strada con il suo amico Jean-Pierre Moreau, 58 anni, per spegnere l'incendio di alcuni cassonetti di rifiuti che si trovavano accanto all'immobile di Stains, periferia nord di Parigi, dove abitava e del quale era amministratore.
«Il solo torto di mio padre - dice singhiozzando la figlia Sandrine - è quello di aver difeso un bene comune».
Dopo aver spento l'incendio con dei getti d'acqua, i due erano rimasti lì, all'ingresso del parcheggio del loro immobile, per sorvegliare le auto e l'immobile.
«Erano lì a parlare tranquillamente - racconta una fonte della polizia - quando sono stati individuati da un gruppo di una quindicina di giovani, che hanno iniziato a lanciare dei sassi verso di loro».
I due uomini non hanno reagito. Dal gruppo dei giovani se ne sono staccati due che si sono avvicinati a Le Chenadec e a Moreau ed hanno chiesto cosa stessero facendo lì. «Siamo qui - hanno risposto - per le auto».
Uno dei due giovani, di una ventina d'anni, incappucciato allora li ha colpiti a pugni, prima Moreau che è caduto a terra - ora ha un occhio nero e un apparecchio che gli immobilizza il collo - poi Le Chenedac, che ha perso l'equilibrio ed ha battuto violentemente la testa.
Un urto che gli ha causato un edema cerebrale e lo ha immerso in un coma profondo, dal quale non si è più risvegliato.
Qualcuno - come l'assessore di Stains, Jean-Paul Le Glou - cerca di non mettere in relazione questa aggressione mortale con l'esplosione delle periferie francesi dopo la morte dei due adolescenti, Ziad e Bouna, il 27 ottobre a Clichy-sous-Bois.
«L'associazione di questi fatti - ha detto Le Glou - con le recenti violenze nelle banlieue non è evidente. Il quartiere dove è avvenuta l'aggressione è distante più di un chilometro dalla citè di Clos Saint-Lazare, dove ci sono stati incidenti».
Non la pensa così la polizia: «sono le violenze urbane che hanno colpito quell'uomo. Già in passato ci sono stati problemi fra gli abitanti di questa zona e i giovani della citè di Clos Saint-Lazare. Attenzione: se continua così tireranno fuori i fucili e spareranno».
La vedova di Le Chenadec aveva ricevuto ieri una telefonata di solidarietà dal presidente della repubblica Jacques Chirac.
«Se mio marito è in questo stato - aveva detto la donna ieri a Le Parisien - la colpa è (del ministro dell'interno Nicolas) Sarkozy e delle sue parole provocatrici che hanno acceso la miccia. Per mio marito si deve pensare il peggio: anche se ne uscirà vivo non sarà mai più lo stesso».
Oggi, morto il marito, Nicole Le Chenadec è stata ricevuta dal ministro ed ha cambiato idea. «Mi auguro che queste persone - ha detto - siano punite. Il ministro, con il quale sono in piena sintonia, ha promesso che farà tutto il possibile per aiutarci».
Jean-Jacques e Nicole, 60 anni, anche lei pensionata, avevano un sogno: quello di fare una crociera sul Reno e la Mosella.
«Sarebbe stato formidabile, una bella vacanza dopo anni di duro lavoro», dice.
Adesso Nicole pensa di ritornare nella sua terra natale, al nord, nella Meurthe-et-Moselle. Dopo 38 anni di vita a Stains e senza più Jean-Jacques, Nicole vuole andare via, lontano, molto lontano, dai fuochi della banlieue di Parigi.
Fausto Belia

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