Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:56

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4 novembre - Martino: il pensiero va ai militari italiani impegnati in patria e all'estero

ROMA - «Il 4 novembre è la festa delle Forze Armate, che dettero il contributo essenziale all'Unità della Patria. Celebriamo questa solennità non solo rimembrando quella gloriosa vittoria, ma anche rivolgendo il pensiero ai commilitoni oggi impegnati, in Italia e all'estero, a difendere i valori civili». Con queste parole si chiude il messaggio inviato oggi dal ministro della Difesa Antonio Martino a soldati, marinai, avieri e carabinieri in occasione della ricorrenza.
«Il 4 novembre 1918, dopo quaranta mesi di durissime prove, l'armistizio di Villa Giusti chiuse la Grande Guerra -ricorda Martino- L'Italia uscì provata ma vittoriosa dal devastante conflitto. Il sacrificio dell'Esercito, sull'Isonzo, sul Carso, sul Pasubio, sull'Ortigara, sul Grappa, sul Piave; l'abnegazione della Marina, che assicurò il controllo dell'Adriatico; l'ardimento dei primi piloti, dimostrarono la tempra delle nostre Forze Armate».
«I terribili eventi del 1917 -continua Martino- non piegarono i combattenti, che riuscirono ad impedire che il nemico dilagasse nella pianura padana. L'intero popolo si strinse intorno ai suoi soldati, che vinsero la decisiva battaglia di Vittorio Veneto. Con la Vittoria del 1918 l'Italia fu finalmente unificata e giunse a compimento il Risorgimento nazionale».
«Oggi il nostro memore pensiero -aggiunge Martino- si volge ai combattenti di allora, ai Caduti, ai feriti, ai mutilati, ai "ragazzi del '99" ed a tutti i "Cavalieri di Vittorio Veneto" che negli ultimi anni hanno tenuto viva l'epopea della Grande Guerra. A distanza di 90 anni dal fatidico 24 maggio 1915 -ha sottolineato Martino- i cittadini italiani ritornano ai Sacrari di quella rovinosa guerra senza odio nel cuore, ma affratellati in un'Europa unita anch'essa. Nel giorno dell'Unità nazionale le Forze Armate rinnovano la gratitudine e il ricordo. Quei combattenti furono protagonisti di un evento fondamentale della nostra storia».

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