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4 novembre: Ciampi conferisce 17 decorazioni dell'Ordine militare d'Italia ad altrettanti militari italiani che si sono particolarmente distinti in servizio

ROMA - L'applauso più caloroso è andato a Maria Grazia Petronaci, la vedova del capitano di vascello Bruno Vianini, morto in un incidente aereo in Afghanistan il 3 febbraio 2005: faceva parte dell'avanguardia incaricata di preparare la nuova missione italiana ad Herat. Il presidente Ciampi ha abbracciato e baciato affettuosamente la donna, alla quale ha consegnato la Croce di Ufficiale che il marito si è guadagnato per le «operazioni e ricognizioni speciali» compiute a Khost, sempre in Afghanistan, tra il febbraio e il giugno 2003. Quella dell'incursore di Marina morto in missione è una delle 17 decorazioni dell'Ordine militare d'Italia conferite dal presidente della Repubblica ad altrettanti militari italiani che si sono particolarmente distinti in servizio. Oggi, nel giorno dell'Unità nazionale e festa delle Forze armate, la consegna, nel Palazzo del Quirinale. Presenti, con i rappresentanti di Camera e Senato, il premier Silvio Berlusconi (che al termine della cerimonia ha parlato e scherzato con alcuni cadetti), il ministro della Difesa Martino, il sottosegretario Letta, il presidente della Corte Costituzionale Capotosti, il capo di Stato maggiore della Difesa Di Paola e tutti i vertici militari.
La Croce di Commendatore è andata al generale Mario Prato di Pamparato, per diverse missioni compiute nei Balcani dal 1996 al luglio scorso in qualità di comandante del corpo militare ausiliario dell'Esercito italiano-Sovrano militare ordine di Malta. Numerosi, poi, gli ufficiali premiati per il loro impegno in Iraq, a Nassiriya. La Croce di Ufficiale è andata così al generale Gian Marchio Chiarini, comandante della 'task force Iraq' dal 30 gennaio al maggio 2004, che rimase anche coinvolto in un attentato (fortunatamente senza conseguenze) diretto contro di lui. Croce di Cavaliere al suo successore nello stesso incarico, il generale Corrado Dalzini e ai generali Francesco Paolo Spagnuolo e Vladimiro Alexitch, che si sono succeduti a Bassora nell'incarico di comandante del contingente nazionale di Antica Babilonia. Per la stessa missione è stata conferita la Croce di Cavaliere anche al generale Aristide Lombardi, coordinatore delle attività sanitarie; al colonnello dei carabinieri Paolo Nardone, comandante del Reggimento Msu; ai tenenti di vascello Aldo Sciruicchio e Marco Maccaroni, comandanti dei fucilieri della Forza da sbarco. Il contrammiraglio Pier Luigi Sambo ha ricevuto invece la Croce di Cavaliere quale comandante del battaglione San Marco in Libano per 18 mesi, tra il settembre '82 e il febbraio 1984 ed il colonnello dell'Arma Sebastiano Comitini per «la perizia e la responsabilità» dimostrate in Somalia, nel 93 e '94, quando comandava il distaccamento paracadutisti della missione Ibis2.
Per le missioni compiute nei Balcani e in Iraq tra il '96 e il 2003 è stato premiato con la Croce di Cavaliere anche il capitano di vascello Claudio Confessore, all'epoca comandante del Reggimento San Marco, mentre il tenente di vascello Silvano Canarutto ha ricevuto la stessa decorazione per l'attività di contrasto al terrorismo internazionale condotta nel 2003 nel Mar Arabico, nell'ambito di Enduring Freedom. Per l'impegno in Afghanistan la Croce di cavaliere è stata conferita al capo di prima classe Adelmo Luigi Schirinzi, un incursore della Marina che ha operato nel 2002 nell'area di Khandahar, all'epoca considerata 'ostilè, nell'ambito di una unità internazionale di sminatori. Croce di Cavaliere, infine, al colonnello degli alpini Claudio Berto ("ufficiale carismatico e generoso"), comandante della task force Nibbio 1 a Khost e al colonnello Federico D'Apuzzo, suo successore sullo stesso "caldissimo" fronte afgano.
«Con la cerimonia di oggi - ha detto tra l'altro il presidente Ciampi, nel suo intervento - intendiamo non solo rendere onore a questi esempi di altruismo, di preparazione professionale, di capacità di comando ed organizzativa, di efficienza e di professionalità, ma anche ringraziare tutti gli uomini e le donne in uniforme che diuturnamente operano per la sicurezza e la libertà di tutti». E rivolgendosi ai giovani allievi li ha invitati a «vestire con dignità e orgoglio» le loro uniformi.
Per il ministro della Difesa le decorazioni sono «il giusto riconoscimento per il comportamento esemplare dimostrato da questi ufficiali e sottufficiali in situazioni di elevata responsabilità». Una decorazione che «premia - ha detto Martino - un esemplare servizio, svolto con intelligenza, entusiasmo e spirito di sacrificio».

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