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Lavori di «intaglio» per tutte le regioni italiane

ROMA - La leva fiscale rimane ferma con alcune eccezioni: in Campania (aumento di mezzo punto percentuale dell'addizionale Irpef e dell'Irap); in Liguria (previsti aggravi fiscali per 142 euro a famiglia); ma anche con una eccezione verso il basso: l'imposta sulle attività produttive allenta infatti la sua morsa sulle imprese friulane dopo che la giunta Illy ha deciso di tagliare, dal 4,25 al 3,25%, l'imposta per le imprese più virtuose, giudicate tali sulla base di alcuni parametri stabiliti in base agli utili di esercizio e al costo del lavoro.
Sono le poche novità di rilievo nel panorama della finanza regionale con le giunte proprio in questi giorni alle prese con la discussione e l'approvazione dei bilanci di previsione per il 2006. Quasi ovunque, si è scelto di sostituire la voce «tasse» con la voce «tagli».

Ecco una breve sintesi della manovre finanziarie regionali, approvate dalle giunte e in qualche caso già prossime all'esame dei Consigli regionali:
* VALLE D'AOSTA: il bilancio di previsione è di 2,2 miliardi. Il presidente ha chiesto a tutti gli assessorati di sforbiciare i relativi bilanci del 20% per reperire nuove risorse (circa 70 milioni di euro) da destinare alla Sanità.
* LOMBARDIA: nessun aumento della pressione fiscale, ma tagli per 60 milioni di euro senza toccare sanità e servizi sociali. Unico rammarico dell'assessore Colozzi: il mancato accoglimento da parte del governo di un Patto di stabilità regionale.
* VENETO: rimangono invariate le addizionali regionali, per l'Irpef è confermata l'esclusione da ogni addizionale per i redditi fino a 29 mila euro l'anno. I contribuenti esclusi sono 413 mila su 3.400.000.
* FRIULI VENEZIA GIULIA: riduzione selettiva dell'Irap, prevista in calo dal 4,25 al 3,25 per le imprese virtuose e innovative. Il minor gettito, quantificato in circa 80 milioni, dovrebbe essere compensato dall'aumento del gettito Irpef (oltre 80 milioni in base ai decimi spettanti alla Regione secondo il suo Statuto speciale).
* LIGURIA: non sono state ancora prese decisioni definitive, ma la Regione sembra indirizzata a ritoccare alcune delle addizionali (Ire, Irap, combustibili e bollo auto). L'aggravio per ogni famiglia è stimato in 142 euro per il 2006. Questo per far fronte a 400 milioni di disavanzo nella sanità mentre per il disavanzo 2006 - stimato a 200 milioni - si farebbe ricorso, per 100 milioni, a una serie di misure fiscali.
* EMILIA ROMAGNA: non dovrebbero esserci aumenti della pressione fiscale. Il bilancio sarà illustrato agli Enti locali l'11 novembre e quello stesso giorno, o il 14, sarà discusso e approvato dalla Giunta.
* TOSCANA: nessuna nuova tassa e nessun aumento di quelle già esistenti. La Regione ha di fronte due problemi: da un lato la copertura delle spese per la sanità (fabbisogno e cassa), dall'altro la riduzione di spesa imposta sul personale (la Toscana dovrebbe di fatto tagliare 7 milioni di euro). Quanto alla cosiddetta «tassa sul nonno», che dovrebbe aumentare il numero degli anziani non autosufficienti assistiti dalla Regione, è sempre stata pensata dalla giunta come una possibile soluzione per trovare risorse per ulteriori servizi.
* CAMPANIA: Aumenta di mezzo punto percentuale l'addizionale Irpef e l'Irap. Confermata la sovratassa di 3 centesimi per la benzina e dell'aliquota sul bollo auto. Il 60% delle risorse è destinato a finanziare la spesa sanitaria. I tagli alla spesa corrente sono di 81 milioni: essi ricadranno su tutti gli assessorati.
* PUGLIA: nessun ritocco alle addizionali regionali. Restano i ticket sanitari, ma si amplia l'area di esenzione portata da 11 mila a 23 mila euro.
* CALABRIA: non ci sono previsioni di modifica della pressione fiscale. Dallo scorso 1/mo settembre sono stati aboliti i ticket sanitari e, in prospettiva, la giunta si propone di rivedere al ribasso le aliquote di alcune addizionali.
* SICILIA: la manovra prevede l'eliminazione di alcune tasse di concessioni governative. Il bilancio di previsione è di quasi 23 mila miliardi. Dalla Regione un invito ai Comuni a impegnarsi di più nella riscossione di tasse e tributi, puntando a un incremento del 5%. La finanziaria fissa un incremento massimo delle spese nella misura del 2%.

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