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Massacro del Circeo - La latitanza di Andrea Ghira

Al processo per il massacro del Circeo carcere a vita anche per Ghira, che, invece, fa sparire subito le sue tracce.
Oggi, dopo trent'anni, risulta ancora latitante. Izzo invece, in libertà vigilata dal dicembre del 2004, è stato nuovamente arrestato il 30 aprile scorso per l'omicidio di Maria Linciano e della figlia Valentina Maiorono in una villetta a Mirabello, piccolo centro alle porte di Campobasso.
Ghira gli investigatori lo hanno cercato ovunque, dalla Repubblica Dominicana all'Argentina, anche sulla base delle tantissime segnalazioni pervenute negli anni. C'è qualcuno che sostiene di averlo incrociato in Brasile subito dopo la strage e chi ne ha segnalato la presenza in Bolivia o in Sud Africa. A metà degli anni '90 fu avvistato in Argentina. L'ultima volta, dopo il 2000, il superlatitante Ghira viene segnalato a Roma, dove c'è chi dice che potrebbe vivere sotto falso nome. Ma chi era realmente Andrea Ghira? E come viveva prima della strage del Circeo? Proveniva da una famiglia di costruttori, borghese e agiata. E proprio ai suoi genitori apparteneva la villetta in cui insieme a Izzo e Guido Ghira massacrò le due ragazze. Pur avendo una faccia da ragazzo "perbene", Ghira aveva avuto una adolescenza agitata e violenta: al "Giulio Cesare", storico liceo "nero" di Roma, aveva fondato un gruppo estremista che teorizzava il crimine come mezzo di affermazione sociale. Lui si ispirava a Jacques Berenguer, un criminale marsigliese che aveva messo a segno a Roma una serie di sequestri a scopo di estorsione. E Jacques si faceva chiamare dagli amici.
Già dal 1970 Andrea Ghira cominciò ad avere guai con la giustizia: prima denunciato per manifestazione sediziosa, poi, nel 1972, per minaccia a mano armata e lesioni aggravate. Nel 1973 fu arrestato per rapina aggravata e violazione di domicilio e venne condannato a cinque anni. Quando, il 30 settembre 1975, con Izzo e Guido, Ghira mise in atto il massacro del Circeo, era uscito di prigione solo da tre mesi.

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