Giovedì 13 Dicembre 2018 | 08:13

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Il massacro del Circeo

È il 30 settembre 1975 quando in una villa del Circeo Gianni Guido, 19 anni, Angelo Izzo, 20 anni, e Andrea Ghira, 22 anni, picchiano, violentano e annegano una studentessa di 19 anni, Rosaria Lopez, e riducono in fin di vita una sua amica di appena 17 anni, Donatella Colasanti, che si riesce a salvare solo facendosi credere morta dai tre massacratori. Proprio credendola morta, infatti, Izzo, Guido e Ghira la chiudono con la Lopez nel bagagliaio della loro auto, una Fiat 127. Sarà la Colasanti a raccontare i dettagli di quelle 36 ore di orrore. Sono le 19,30 quando Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira dicono alle ragazze che le avrebbero addormentate per poi riportarle a Roma.
I tre massacratori preparano due siringhe con del liquido rosso.
Poi Rosaria e Donatella vengono separate, la Lopez viene poi portata da Izzo e Guido al piano di sopra, mentre la Colasanti resta al piano terra con Ghira. Quando si accorgono che le iniezioni non fanno effetto, la situazione precipita. La Colasanti sente l'acqua scorrere nel bagno del piano di sopra, dove Izzo resta con la Lopez mentre Guido e Ghira si alternano per aiutarlo. Poi, atterrita, sente le grida della ragazza, a tratti interrotte come se le stessero infilando la testa nell'acqua. Poi, più niente.
Quando scendono dal piano superiore e si rendono conto che anche sulla Colasanti l'iniezione non ha avuto effetto, i tre cominciano a colpirla con il calcio della pistola, poi la prendono a pugni e le legano un laccio al collo. La trascinano nuda per tutta la casa. La Colasanti a un certo punto sviene. Quando si riprende sente qualcuno dire: «Questa qui non vuole morire». E giù botte con una spranga di ferro. A questo punto, disperata, la ragazza capisce che la sola cosa da fare per salvarsi era fingersi morta.
Alle 21 Guido, Izzo e Ghira avvolgono in teli di plastica quelli che ritengono essere due cadaveri e li caricano nel portabagagli della Fiat 127. Poi, tornano a Roma. Alle 23.30, parcheggiano la macchina in Via Pola e vanno in pizzeria. Poi, alle 2.50 una donna che abita in un appartamento del palazzo davanti al quale è ferma la Fiat 127 bianca sente i pugni e i lamenti della Colasanti. Alle tre arrivano i Carabinieri e si trovano davanti Donatella Colasanti, livida e insanguinata. Accanto a lei il corpo della Lopez.
Angelo Izzo e Gianni Guido vengono fermati e arrestati quella notte stessa. Poi condannati all'ergastolo il primo a 24 anni il secondo.

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