Sabato 15 Dicembre 2018 | 22:32

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«Giù le mani dal fondo per la famiglia». L'Udc punta i piedi e minaccia la crisi di governo

ROMA - «Giù le mani dal fondo per la famiglia». L'Udc punta i piedi e minaccia la crisi di governo. A provocare l'ira dei centristi il taglio di 140 mln di euro del fondo per la famiglia che passa da 1,14 a 1 mld. «I patti devono essere rispettati», afferma il responsabile economico del partito, Ivo Tarolli «Nella vita -dice - ho imparato che quando si conclude un accordo, l'unica cosa conseguente da fare sia di renderlo operativo. La furberia della rinegoziazione non mi appartiene».
Fermo anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi secondo il quale «il sostegno alle famiglie, specialmente quelle con figli, è un obiettivo prioritario dell'Udc e del governo. Ne va della nostra permanenza al governo. Vigileremo affinchè questi fondi siano effettivamente destinati alle famiglie. E diciamo fin d'ora -conclude Giovanardi- che non siamo disponibili all'ipotesi che questi soldi siano dirottati altrove».
L'esponente del partito di via Due Macelli sottolinea che il fondo per gli interventi a favore delle famiglie «è sempre stato di un miliardo». «Per noi - taglia corto il ministro dell'Udc - il limite è un miliardo e non si tocca».
Insomma, avverte anche il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, «il solo pensare che il miliardo di euro per le famiglie possa essere spezzettato in tanti rivoli per altri scopi, mi atterrisce. Chiunque pensi a questa disastrosa soluzione vuole la crisi di governo e della maggioranza. I nostri voti non ci sarebbero nemmeno con la fiducia» . «Davanti alla crisi della natalità è irresponsabile anche solo immaginare di toccare quei fondi fortemente voluti dall'Udc».
La presa di posizione dei centristi arriva poco prima della conclusione del vertice sulla manovra tra il responsabile del Tesoro Giulio Tremonti, il suoi vice Giuseppe Vegas e Michele Vietti, il collega della Funzione Pubblica, Mario Baccini, e il ministro delle Riforme Roberto Calderoli accompagnato dal presidente della Commissione Bilancio della Camera Giancarlo Giorgetti. Una riunione, quella al Tesoro, che però non è stata decisiva."Stiamo discutendo su alcune ipotesi relative a questo miliardo per la famiglia e l'istruzione che c'è e rimane», ha detto il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno.
«Ci sono ancora alcune ipotesi in corso di valutazione, ma entro uno o due giorni dovremmo definirle. Si è discusso anche -ha proseguito- del fondo unico per lo spettacolo. Su questo capitolo c'è il problema dei tagli che Buttiglione non vuole, ma c'è anche l'intenzione di trovare una soluzione».
Il ministro di An ha evidenziato che il clima della riunione era «normale» ed ha definito un «falso allarme» quello lanciato dall'Udc sui fondi per la famiglia. Alemanno, infine, ha assicurato che la soluzione finale verrà «definita dai leader».
La Lega, invece, non nasconde il suo ottimismo sull'esito della riunione. Per il Carroccio parla il ministro per le Riforme Roberto Calderoli. «Siamo sulla buona strada», dice l'esponente leghista al termine del vertice. «Sono convinto che la strada trovata sia un'ottima strada».
Calderoli ha poi confermato che ci sarà un nuovo vertice di maggioranza «una volta che il ministro Tremonti avrà cercato di far quadrare i conti tra le nostre proposte e le effettive disponibilita». In ogni caso sembra delinearsi nella Cdl l'orientamento di inserire il bonus bebè da 1.000 euro all'interno del maxiemendamento. Si tratterebbe di circa 700 mln di in due anni: 200 mln per il 2005 per il primo figlio e 700 mln per il 2006 per i secondogeniti. Oggi intanto la commissione Bilancio di Palazzo Madama ha dato il via libera al ddl Bilancio. Il provvedimento, tuttavia, è stato approvato senza la norma sui Fondi di riserva, visto che proprio ieri sera il Governo è stato battuto in commissione. Tuttavia, per accelerare l'iter della Finanziaria è in arrivo una consistente sforbiciata agli emendamenti presentati dalla Casa delle Libertà alla Finanziaria. Su circa 1.400 dovrebbero restarne non più di una cinquantina. L'obiettivo è quello di arrivare al via libera della commissione alla manovra già per venerdì 28 ottobre. All'ipotesi di una sforbiciata sarebbe favorevole anche l'Unione .
L'annuncio arriva direttamente dal relatore di minoranza Enrico Morando (DS). «Non abbiamo nessuna difficoltà a ridurre gli emendamenti». Abbiamo già detto che gli emendamenti presentati dall'intera Unione sono una trentina e durante la discussione generale abbiamo proposto alla Cdl di concentrare i lavori della Commissione su questi emendamenti. Se, come sembra, la maggioranza ridurrà gli emendamenti a cinquanta, non farà che accogliere una proposta dell'opposizione».

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