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«Dal 2002 al 2007 in 72 analisi mai traccia di diossina, diteci il perchè»

di Maria Rosaria Gigante

«Vogliamo che si faccia piena luce sul passato, in particolare su tutte le ricerche sulla diossina negli alimenti che non hanno mai registrato a Taranto alcun superamento dei limiti di legge, mentre quando noi abbiamo fatto fare quelle stesse analisi, sono emersi incredibili e scandalosi superamenti». Sono stati la scorsa settimana gli ambientalisti Rosella Balestra, Alessandro Marescotti e Fabio Matacchiera a sollecitare l’assessore regionale alle Politiche della salute, Ettore Attolini, perché si faccia luce su tali questioni. Confronto che sarà avviato oggi pomeriggio a Bari, presso l’assessorato regionale, dove sono convocati gli ambientalisti - ai quali si deve la denuncia del formaggio alla diossina nel febbraio 2008 -, l’Arpa Puglia, i servizi veterinari di Regione e Asl Taranto, e il responsabile dell’Istituto zooprofillatico di Foggia, a cui vengono inviati i campioni alimentari per la ricerca di diossine e pcb.

Nella sollecitazione dei giorni scorsi, contestando le misure disciplinari avviate nei confronti di Rossella Moscogiuri, dirigente spesa farmaceutica dell’Asl, la quale aveva fornito alcuni dati relativi all’incremento della spesa farmaceutica scatenando così un ulteriore allarme, gli ambientalisti avevano chiesto al governatore Nichi Vendola di occuparsi piuttosto dei silenzi caduti su una serie di informazioni. La domanda è stata sin fin troppo esplicita: «Come mai dal 2002 al 2007 sono state analizzate cozze, orate, spigole, carne, uova, latte e mangimi senza mai trovare negli alimenti consumati a Taranto alcun superamento per diossina e Pcb?» Gli ambientalisti forniranno proprio gli esiti delle 72 analisi effettuate dal 16 ottobre 2002 a 23 maggio 2007 presso l'Istituto zooprofilattico di Foggia da cui risulta che non c’è mai stato alcuno sforamento (tutti i dati sono riportati sul sito www.tarantosociale.org) . E’ bastato, invece, il pezzo di formaggio alla diossina a febbraio 2008 a scatenare la questione e ad aprire una vera e propria emergenza diossina col conseguente piano regionale di monitoraggio di latte e carni all’interno di un raggio di una ventina di chilometri dalla zona industriale. E quest’oggi, al tavolo con Arpa ed Asl, Balestra, Marescotti e Matacchiera chiederanno maggiore tutela per la sicurezza alimentare della popolazione. Ribadiranno quindi una vecchia richiesta: controlli su tutti i macelli regionali in cui viene macellata la carne prodotta nel tarantino (c’era stato un accordo di questo tipo già negli anni passati, ma l’impegno non sarebbe stato mai ottemperato) e controlli - in tema di diossine - non solo sul latte, ma su tutte le carni, ovine e bovine.

Intanto, a proposito dell’incremento della spesa farmaceutica nel primo semestre del 2012 al quale sarebbe corrisposto un aumento dei casi tumore, dati smentiti dalla Regione, il Tribunale per i diritto del Malato afferma: «Non ci appassiona la polemica, ma le patologie oncologiche e quelle respiratorie correlate all’inquinamento sono nettamente in aumento e questo deve creare nei decisori istituzionali un certo allarme valutando attentamente anche quei dati sull’incremento della spesa farmaceutica per l’acquisto degli antiblastici. Non si risolvono problemi di tale portata tacendo o minimizzando situazioni ormai allarmanti».

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