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Riforma Università, i punti qualificanti della riforma secondo una scheda stilata dal Miur dopo l'approvazione di Palazzo Madama

ROMA - Nuove regole per il reclutamento dei professori e dei ricercatori universitari. Con il via libera della Camera al ddl di riforma dell'Università, targata Letizia Moratti, approvato come maxiemendamento lo scorso settembre. Ecco i punti qualificanti della riforma secondo una scheda stilata dal Miur dopo l'approvazione di Palazzo Madama.
E' introdotto un nuovo sistema di reclutamento dei professori universitari che «mira a garantire la qualità della docenza a livello nazionale, nel rispetto dell'autonomia degli atenei». Invece degli attuali concorsi banditi dalle università «che hanno dato luogo ad un eccessivo localismo, insifficiente selettività e, talora, dubbi di trasparenza», viene introdotta una idoneità nazionale quale presupposto per la successiva chiamata da parte delle università, sulla base di «trasparenti» procedure di valutazione comparativa.
Viene quindi «introdotta la nuova figura di ricercatore a tempo determinato, essenzialmente dedicata all'attività di ricerca, che consentirà un massiccio ingresso di giovani nel sistema universitario, assicurando la necessaria formazione di professionalità elevate, sia per l'accesso alla docenza universitaria, sia per le esigenze del sistema produttivo, degli enti di ricerca, e più in generale del Paese».
Viene poi «data soluzione concreta all'annoso problema dei ricercatori universitari, che da molto tempo lavorano nell'università e non hanno ad oggi avuto adeguate opportunità per l'accesso alla docenza. A favore di queste figure sono previste riserve e maggiorazioni nell'ambito dei giudizi di idoneità a professore associato, che in pochi anni consentiranno il passaggio di tutti gli attuali ricercatori nella fascia degli associati, una volta superato il giudizio rigoroso e selettivo di idoneità nazionale. A coloro che non intendessero partecipare ai giudizi di idoneità o che non li superassero è comunque attribuito il titolo di professore aggregato, quale riconoscimento dell'importante compito svolto».
E ancora, «è introdotta in via legislativa la possibilità di chiamata diretta, sui posti di professore ordinario e associato, di studiosi stranieri o italiani impegnati all'estero che abbiano conseguito all'estero una idoneità accademica di pari livello, così da favorire il 'rientro dei cervellì». Sarà poi possibile, «attivare posti di professore straordinario di durata temporanea, sulla base di convenzioni con imprese o enti esterni, a totale carico dei medesimi; sono previste convenzioni di ricerca con imprese o enti esterni, che potranno prevedere compensi aggiuntivi a favore dei professori che vi partecipano; ed è previsto un eventuale trattamento accessorio in aggiunta al trattamento retributivo di base dei professori ordinari e associati, in relazione ai compiti aggiuntivi didattici, di ricerca e gestionali loro affidati».
In base al provvedimento, infine, «i concorsi per la copertura dei posti di ricercatore universitario a tempo indeterminato potranno essere banditi fino al 30 settembre 2013, con una priorità per gli attuali contrattisti e assegnisti, per i dottori di ricerca e per i borsisti post-doc».

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