Sabato 15 Dicembre 2018 | 03:53

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'Ndrangheta - Sette arresti per l'omicidio di Antonio Dragone, il boss di Crotone ucciso col bazooka

CROTONE - Sette ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dalla Polizia di Stato in relazione all'omicidio di Antonio Dragone, di 62 anni, assassinato a Cutro il 10 maggio del 2004 a colpi di bazooka.
L'operazione, denominata «Grande Drago», è stata eseguita da personale della squadra mobile di Crotone, Bologna, Catanzaro e Reggio Emilia, con la collaborazione del servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dei Carabinieri del Reparto operativo di Crotone. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari della Direzione distrettuale antimafia del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda del capoluogo calabrese.
Nel corso dell'operazione sono stati anche individuati i presunti autori di numerose estorsioni compiute ai danni di imprenditori emiliani.
Sono sette i provvedimenti restrittivi emessi dal giudice distrettuale di Catanzaro a carico di presunti esponenti delle cosche Dragone-Arena e Grande Aracri-Nicoscia delle zone di Cutro e di Isola Capo Rizzuto.
L'intera operazione coordinata dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, diretta dal prefetto Nicola Cavaliere, ha sin qui portato anche all'esecuzione di numerose perquisizioni.
Assai complessa l'indagine scaturita oggi dall'operazione «Grande Drago», con riferimenti in precedenti inchieste del 2004 della stessa Polizia di Stato.
Nell'omicidio di Antonio Dragone, i killer mostrarono per la prima volta la disponibilità di un bazooka, arma che successivamente venne utilizzata per altri omicidi di mafia.
L'operazione «Grande drago» ha consentito inoltre di portare alla luce una serie di episodi estorsivi consumati ai danni di imprenditori emiliani da soggetti originari del Crotonese. In particolare, le condotte estorsive avevano raggiunto un elevato livello di sofisticazione, in quanto prevedevano un ruolo specifico di un'impresa edile utilizzata come veicolo per costringere imprenditori e titolari di attività commerciali a versare somme di denaro alle cosche. Altro settore era quello invece di imporre forniture di materiali inerti o prestazioni lavorative sotto la minaccia di atti intimidatori e di danneggiamenti ai beni aziendali.
All'operazione di stamani hanno anche collaborato specialisti del gabinetto di Polizia scientifica, dotati di apparecchiature metal detector e unità cinofile per la ricerca di materiale esplosivo.

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