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Santoro si dimette da parlamentare per andare da Celentano

ROMA - «Ho parlato con Adriano stamattina, mi ha rinnovato l'invito ed io ho accettato: domani sera andrò a Rockpolitik». Michele Santoro, alla vigilia della prima puntata dello show del Molleggiato, convoca la stampa nella sede della Fnsi e annuncia non solo che sarà ospite del programma, ma che questa mattina il Parlamento Europeo ha ricevuto la sua lettera di dimissioni irrevocabili. Secondo il documento di indirizzo della Commissione di Vigilanza Rai, infatti, i politici dovrebbero astenersi dalla partecipazione a programmi di intrattenimento; così il giornalista aggira l'ostacolo e lascia il suo incarico politico. «A meno che non intervengano fatti particolari, la mia intenzione è quella di partecipare al programma», chiarisce Santoro. «La mia situazione è diversa da quella di Biagi e Luttazzi che hanno addotto motivi legati all'attuale dirigenza Rai per spiegare perchè non hanno accettato l'invito di Celentano. Io rimango un dipendente Rai in aspettativa e non posso avere sfiducia. Ma non ritengo applicabili le motivazioni per cui non potrei partecipare perchè deputato europeo. Le indicazioni della Commissione di Vigilanza avevano lo scopo di non far intervenire impropriamente i politici in televisione. Ma se domani mi chiedessero dei fatti, quelli sulla vicenda pubblica di cui sono protagonista, avvenuti prima che io diventassi deputato, non potrei non raccontarli e impedirmi di farlo significherebbe ledere il diritto e la libertà d'espressione».

La puntata d'esordio di Rockpolitik sarà dedicata proprio alla libertà d'espressione e Santoro lascia intendere che dirà la sua, senza entra nel merito della scaletta. «Sul copione c'è il top secret», aggiunge l'ormai ex europarlamentare. «E poi, l'azienda è d'accordo che quelli dell'Isola dei famosi possano dire quello che vogliono, compreso comunicare in diretta che la moglie ti ha lasciato? E allora anche di politica si può parlare senza filtro. Altrimenti cominciamo a mettere il filtro anche ai reality. E sia ben chiaro che non sono contro i reality».
Considerazione che Santoro estende anche al principio di controllo, che la rete non ha sullo spettacolo di Celentano. «Il principio del controllo ci deve essere - precisa - come ci deve essere un rapporto di fiducia tra il direttore e l'autore che va in onda. Ma noi fingiamo di non sapere che i pezzi di satira vengono sottoposti ai partiti. Dobbiamo liberare anche Del Noce dalla responsabilità di sapere cosa va in onda». Alla fine, Santoro conclude con una osservazione sul «Molleggiato» e sul dopo Rockpolitik: «Celentano farà un bel programma, ma è eccessivo caricarlo di tutti questi valori. Lui parlerà dell'informazione, della pillola, del mondo, di cos'altro volete che parli? Cosa volete che succeda? Celentano il giorno dopo finisce e Berlusconi mantiene la proprietà di sette televisioni».

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