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Esperti inglesi in Asia per capire segreti virus

LONDRA - Scienziati britannici sono in partenza per l'Asia dove tenteranno di capire, in alcune delle zone dove si sono registrati più casi di trasmissione all'uomo, la natura del virus dell'influenza aviaria, mettendo così a punto strategia per contrastare una possibile mutazione che possa diffondersi direttamente tra esseri umani.
Gli esperti del Medical Research Council (Mrc, ente governativo per la ricerca medica, tra i più avanzati al mondo per lo studio delle influenze) saranno in un'area dove il virus ha ucciso 60 persone. Ieri, il direttore generale della sanità britannica, Sir Liam Donaldson, ha avvertito che una pandemia, con un contagio diretto tra gli esseri umani, potrebbe uccidere 50.000 persone nel solo Regno Unito, anche se non è probabile che ciò accada nel prossimo inverno, ma piuttosto in quello 2006-2007.
Il laboratorio centrale di veterinaria di Weybridge ha stabilito intanto che la Romania ha un altro focolaio di influenza aviaria, analizzando 12 cigni morti in un laghetto nel villagio di Maliuc nel delta del Danubio, anche se non è stato ancora accertato che si tratti del letale virus H5N1. Un dato preoccupante che si somma all'annuncio del primo caso di influenza aviaria registrato a Chio, isola greca dell'Egeo.

Con questo scenario, e il virus che si diffonde sempre più in Europa, cresce l'importanza della missione del Mrc guidata dal professor Colin Blakemore. Le loro osservazioni su come affrontare la possibile epidemia, in seguito allo studio della situazione in Asia sudorientale, verranno presentate a una conferenza internazionale sul virus, prevista in dicembre a Londra. Il Mrc è l'organizzazione che nel 1933 scoprì il virus dell'influenza comune, scoperta che portò nei decenni successivi alla messa a punto di un vaccino. E' considerata un leader mondiale nello studio e la previsione delle influenze.
Il Regno Unito ha finora accumulato 2,5 milioni di dosi di farmaci antivirali, la cui efficacia contro un virus mutato è tutta da dimostrare, secondo i medici che seguono l'influenza aviaria. Sir Liam ha ieri affermato che, in ogni caso, se la mutazione avverrà, questo succederà in Asia: quindi è fondamentale analizzare la situazione in loco.
Blakemore ha affermato che nella lotta al virus è fondamentale la cooperazione internazionale e che «è cruciale identificare i virus appena emergono nuovi ceppi. E' fondamentale a capire come la malattia si possa diffondere tra uccelli ed esseri umani, e per mettere a punto vaccini e cure». Il medico ha sottolineato che nessuno sa quanto possa essere efficace il Tamiflu in caso di pandemia. «Lo sviluppo più allarmante è il recente caso di resistenza al Tamiflu in Vietnam. Non sappiamo quanto sia forte questa resistenza. Il virus dell'influenza cambia con rapidità. I ceppi cambiano costantemente. Basta che ci sia un cambio di aminoacidi in una molecola di proteina, e si produce resistenza al Tamiflu. Così non sappiamo con assoluta certezza se questo farmaco ci proteggerà».
Patrizio Nissirio

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