Martedì 18 Dicembre 2018 | 22:46

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«Serve una nuova classe dirigente»

CAPRI - La classe dirigente che ha guidato l'Italia del boom economico ha «ormai terminato il suo ciclo vitale» e deve essere sostituita da una «squadra di leader» in tutti i settori guida dello sviluppo economico e sociale. E' quanto ha affermato il presidente dei giovani industriali, Matteo Colaninno, illustrando «Le tesi dei giovani imprenditori» al ventesimo convegno dei giovani della Confindustria. Nel sottolineare che i sondaggi internazionali rilevano come il nostro paese sia agli «ultimi posto nell'area Ocse per livello di fiducia» e che «gli italiani non sono persuasi che il futuro dei figli possa essere migliore della condizione dei padri», Colaninno ha sottolineato che «la fiducia è il vero motore delle economie avanzate e la responsabilità più grande del ceto dirigente è quella di generarla».
E in questo ambito, facendo presente che «la solidità della famiglia è il primo motore della fiducia e, di conseguenza dello sviluppo economico di un paese», il leader dei giovani imprenditori ha chiesto un rinnovamento della classe dirigente. «Riattivare la fiducia dei cittadini e degli imprenditori, costruire nuove certezze, mettere la famiglia al centro dell'agenda politica: sono le grandi sfide che attendono nei prossimi anni il ceto dirigente italiano. Tuttavia - ha proseguito - ha ormai terminato il suo ciclo vitale la classe dirigente che ha guidato l'Italia durante il boom degli anni sessanta, come si sono esauriti i 'serbatoi di establishment' cui abbiamo attinto per decenni. Sarebbe necessario un passaggio di testimone che contempli e trasmetta la saggezza ed esperienza delle leadership più anziane ad un nuovo ceto dirigente giovane, diffuso, dotato di capacità di visione».
Nel far poi presente che oggi è «terribilmente difficile» generare nuovi leader in Italia, Colaninno ha osservato che «nell'era dell'incertezza, all'Italia non bastano più leader illuminati, non basta più solo la politica, non basta più solo Roma. Le società complesse possono essere governate solo da un ceto dirigente diffuso, da una 'squadra di leader' che opera in tutti gli ambiti-guida dello sviluppo economico e sociale, al centro come sul territorio, capaci di sviluppare sinergie trasversali e di ricreare un clima di speranza verso il futuro».

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