Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 14:03

GDM.TV

Consiglio dei ministri fa slittare il decreto sul Tfr e Maroni si infuria

ROMA - Nuovo stop per la riforma della previdenza complementare: oggi il Consiglio dei ministri, con il voto contrario del titolare del Welfare Roberto Maroni, ha deciso di rinviare il decreto di attuazione della delega alle Camere, rigettando in parte il parere del Parlamento e «sospendendo» di 30 giorni la scadenza della delega prevista per domani. La decisione ha fatto infuriare Maroni, che l'ha definita «dannosa, ingiustificata e controproducente» e legata a «forti pressioni» di ambienti economici e finanziari. Al momento del voto, oltre al no del ministro Maroni, è mancato anche quello del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che si è allontanato per ragioni di opportunità visto gli interessi della famiglia nel settore assicurativo, e che più tardi ha motivato il rinvio affermando che «ci sono alcuni punti ancora da mettere a fuoco». «Sono assolutamente convinto - ha però aggiunto - che una volta chiarita la situazione su questi punti, la riforma sarà riportata sul tavolo del governo e approvata».

Maroni invece si è detto fortemente preoccupato per lo stop di oggi e se al momento il percorso della riforma - ha detto - «non è compromesso», perchè l'avvio delle nuove regole era comunque previsto per il primo gennaio 2006, ci sono «rischi reali di non attuazione della delega».
Intanto mentre l'Ania, associazione degli assicuratori, ribadisce la richiesta di «libertà di scelta tra i fondi» e apprezza che non sia passata la versione del decreto che prevedeva che il contributo del datore di lavoro potesse essere conferito solo ai fondi integrativi contrattuali, la Confindustria «ribadisce la centralità della contrattazione collettiva».

Gli industriali con il presidente, Luca Cordero di Montezemolo, hanno «preso atto» del rinvio alle Camere del decreto e hanno chiesto, oltre alle compensazioni per le imprese che rinunciano al Tfr come fonte di autofinanziamento e alle garanzie per l'accesso al credito, anche una «moratoria di tre anni nell'applicazione del silenzio assenso» per quelle imprese che oggi non hanno i requisiti minimi per l'accesso al fondi di garanzia.

I sindacati hanno espresso preoccupazioni per il nuovo rinvio parlando, con il segretario confederale della Cgil Morena Piccinini, di un «colpo di mano» del Consiglio dei ministri «sollecitato non certo indirettamente dalle lobbies delle assicurazioni e delle banche».

«Oggi - ha detto Maroni in una conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio dei ministri - c'è stato uno stop a un provvedimento straordinariamente importante. Dietro questo stop ci sono argomentazioni fondate, ma non condivise da me. Ci sono forti pressioni dal mondo economico e finanziario italiano. Pressioni alle quali mi sono rifiutato di sottopormi, ma che evidentemente sono molto forti». Secondo il ministro, con il rinvio del decreto che riguarda milioni di lavoratori e circa 13 miliardi di Tfr maturando ogni anno «queste pressioni aumenteranno. «C'è chi non vuole - ha sottolineato - che la delega venga attuata. Mi auguro che Parlamento sappia resistere a queste pressioni. Temo rischi reali di non attuazione della delega».
Maroni comunque ha affermato l'intenzione di lavorare «ancora più intensamente» perchè la riforma sia approvata entro i prossimi 30 giorni dal Consiglio dei ministri. Se così non sarà - ha avvertito - ci saranno «problemi rilevanti sul piano politico». La delega di riforma del sistema previdenziale infatti - ha spiegato il ministro - era fatta di due parti, il «bastone» (l'aumento dell'età necessaria per la pensione di anzianità a partire dal 2008) e la «carota» (la previdenza integrativa). «Il venir meno della seconda - ha spiegato - potrebbe voler dire il venir meno della prima».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Con "ToroTen" si corre per beneficenzaBarletta, il 27 gennaio la gara più cool

Con "ToroTen" si corre per beneficenza
Barletta, il 27 gennaio la gara più cool

 
Gestivano prostitute dal carcere in Francia: vicino alla banda anche sacerdote

Gestivano prostitute da carcere in Francia: vicino a banda anche un prete

 
Neglia e Floriano firmano la rimontaecco le immagini dei gol del Bari

Neglia e Floriano firmano la rimonta
ecco le immagini dei gol del Bari

 
Violenze e minacce a bimbi autistici: arrestate 4 educatrici a Noicattaro

Violenze e minacce a bimbi autistici: arrestate 4 educatrici a Noicattaro VD

 
Ius Soli a Ruvo, bimbi stranieri nati in Italia ricevono la cittadinanza civica

Ius Soli a Ruvo, bimbi stranieri nati in Italia ricevono la cittadinanza civica

 
San Cataldese - Bari: il punto con La Voce Biancorossa, segui la diretta

San Cataldese - Bari: il punto con La Voce Biancorossa, rivedi la diretta

 
Novità per Daniele Lanave, Raissa incontra Mad Dopa, la Gae Campana Band canta il Gargano di Andrea Pazienza

Novità per Daniele Lanave, Raissa incontra Mad Dopa, la Gae Campana Band canta il Gargano di Pazienza

 
Il presidente si racconta in tv su Rai2"Il Bari? Per me è una nuova fede calcistica"

Il presidente si racconta in tv su Rai2
"Il Bari? Per me è una nuova fede calcistica"

 
Chiedevano a commercianti soldi per «amici detenuti»: nei guai 4 vicini al clan Strisciuglio

Chiedevano a commercianti soldi per «amici detenuti»: nei guai 4 vicini al clan Strisciuglio