Mercoledì 03 Giugno 2020 | 00:23

Il Biancorosso

Lutto
Bari calcio, addio a Gigi Frisini ex biancorosso e dirigente sportivo

Bari calcio, addio a Gigi Frisini ex biancorosso e dirigente sportivo

 

i più visti della sezione

NEWS DALLE PROVINCE

BariL'iniziativa
Bari, il San Nicola-Topolino consegnato dalla star dei tattoo a Decaro

Bari, il San Nicola-Topolino consegnato dalla star dei tattoo a Decaro

 
PotenzaL'incidente
Si schianta con la moto sull'Appennino Bolognese: muore 27enne di Potenza

Si schianta con la moto sull'Appennino bolognese: muore 27enne di Potenza

 
LecceL'iniziativa
Fase 2, in Salento si simula una festa patronale con luci e banda

Fase 2, in Salento si simula una festa patronale con luci e banda

 
TarantoIl siderurgico
Arcelor Mittal, Rizzo (Usb): «Da multinazionale schiaffo al governo»

Arcelor Mittal, Rizzo (Usb): «Da multinazionale schiaffo al governo»

 
BrindisiAmbiente
Oasi Torre Guaceto

Brindisi, Consorzio di Torre Guaceto unico ente italiano al «Monaco Blue Initiative»

 
FoggiaIl fatto
Cerignola, vigili urbani esclusi dalla processione e scoppia la polemica

Cerignola, vigili urbani esclusi dalla processione e scoppia la polemica

 
BatNel Nord Barese
Trani porto

Trani, stop alla movida irresponsabile

 

i più letti

Stabilimento Eni a Taranto, un megasito tra i più inquinanti d'Europa

BARI – Una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 120 mila barili/giorno e un indice di conversione del 72%, in grado di 'lavorarè un’ampia varietà di greggi e di semilavorati, per la maggior parte prodotti nei giacimenti lucani della Val d’Agri e trasportati a Taranto attraverso l’oleodotto Monte Alpi (nel 2011 ne sono state 'lavoratè 2,5 milioni di tonnellate). Così presenta Eni sul web la propria raffineria di Taranto, che, essendo essenzialmente terminale di esportazione del petrolio prodotto in Basilicata, è divenuto stabilimento centrale in un progetto di sfruttamento del giacimento 'Tempa Rossa' (controllato da Exxon, Total e Shell). 

Il progetto si sviluppa nel territorio potentino di Corleto Perticara ed è stato giudicato dalla banca d’affari Goldman Sachs tra i 128 più importanti al mondo in fase di attuazione. Nello stesso tempo, secondo il rapporto 2011 dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) sull'inquinamento degli stabilimenti industriali in Europa, la raffineria di Taranto figura tra le oltre 60 fabbriche italiane che compaiono nella lista dei 622 siti più «tossici» del continente: la raffineria è al 544/o posto, ma le centrali termoelettriche che Eni ospita nell’area della raffineria sono all’80/o posto della lista Eea (nella stessa lista Ilva figura al 52/o posto e al 18/0 la Centrale Enel a carbone di Brindisi). 

Proprio in virtù di questa rilevante collocazione nella produzione di inquinanti ha suscitato polemiche – sinora però soprattutto a livello locale – il via libera per la partecipazione di Eni Taranto al progetto 'Tempa Rossà, che prevede l’estrazione di greggio dal cuore della Basilicata, in un’area tra i 600 e i 1000 metri di altitudine e a una profondità di più di 4000 metri, tramite otto pozzi, sei dei quali già perforati. Il greggio estratto sarà trasportato a Taranto dove sarà lavorato e poi, via mare, esportato. L’avvio della produzione è previsto per l’inizio del 2016. Il progetto 'Tempa rossà è stato approvato definitivamente dal Cipe nel marzo 2012: mobilita 1,6 miliardi di euro di fondi privati. Dal canto loro, alla fine di luglio 2012, le società Total e Shell, contitolari in Basilicata della concessione Gorgoglione (rispettivamente per il 75 e il 25 per cento),“avendo ottenuto le necessarie autorizzazioni a livello regionale e nazionale, hanno preso la decisione finale d’investimento per il progetto Tempa Rossa, di cui Total E&P Italia Spa è operatore». 

Il progetto – secondo il disegno della multinazionale francese Total – a regime avrà una capacità produttiva giornaliera di 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di Gpl e 80 di zolfo. Per Taranto, le autorizzazioni ambientali di enti locali, Regione Puglia e ministero – a quanto si sa – ci sono tutte: Comune e Provincia, anzi, da mesi ormai hanno contrattato con Eni interventi di 'risarcimentò per i peggioramenti che la città subirà dal punto di vista ambientale. A Taranto il progetto 'Tempa Rossà prevede la costruzione per Eni di diverse opere, tra cui la realizzazione di due serbatoi per stoccare 180.000 metri cubi di greggio, di un nuovo impianto pre-raffreddamento greggio e di due nuovi impianti di recupero vapori a integrazione dell’esistente. Prevede inoltre l'ampliamento del terminale petrolifero nel Mar Grande, per ospitare dalle 45 alle 140 petroliere l’anno, attraverso il prolungamento del pontile esistente con tre nuove piattaforme.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400