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Pressioni su Pechino per far arrivare i vescovi cinesi

CITTA' DEL VATICANO - La notizia che quasi senz'altro i vescovi cinesi, invitati da Benedetto XVI non potranno venire a Roma, rileva l'agenzia missionaria AsiaNews, diffonde molta tristezza in Vaticano, e c'è persino qualcuno che dice «Siamo stati ingannati». AsiaNews auspica anche una «pressione internazionale» per spingere Pechino a far partire i vescovi per Roma.
La Segreteria di Stato, ricorda l'agenzia del Pime, preparava da un anno la venuta di questi vescovi e personalità vaticane hanno informato e collaborato con l'ambasciata di Pechino a Roma. In più avevano ricevuto alcuni segni positivi da parte del governo. Anche i vescovi invitati avevano detto che il viaggio «era possibile e che valeva la pena tentare». Rivoltisi ai rispettivi governi locali, essi avevano ricevuto assicurazioni positive.
Una personalità vaticana ha rivelato ad AsiaNews che «Roma aveva una piccola speranza, almeno il 50% delle possibilità di una risposta positiva. Ma finora nessuno dei vescovi ha ricevuto il permesso.

Va notato che non vi è stato un rifiuto netto e totale, come sarebbe stato qualche anno fa. Tutti ripetono che «il dialogo è ancora aperto» e sostengono che il problema è dovuto al Vaticano, che ha invitato vescovi troppo anziani, che li ha invitati senza passare attraverso i canali ufficiali. Tutti questi motivi, secondo la stessa personalità, «sembrano più una cortina fumogena per difendersi. Se il presidente Hu Jintao vuole mandare i 4 vescovi, ha il potere di farlo con molta facilità».
Analisti dei rapporti fra Cina e Vaticano, ricorda AsiaNews, sono tutti d'accordo su 2 punti: anzitutto che per smuovere la Cina occorre una pressione internazionale: «è l'unico dialogo che loro conoscono e a cui sono sensibili. Senza pressioni, non accettano nulla». L'altro punto su cui sono d'accordo è che non permettendo ai vescovi anche questa volta di partecipare al Sinodo, l'immagine internazionale della Cina torna ad essere quella di un paese chiuso e oscurantista, anche se negli ultimi tempi aveva mandato segnali di distensione nei confronti della Chiesa. Forse anche per rimediare alla brutta figura fatta per l'assenza ai funerali di Giovanni Paolo II.

L'impressione di altri analisti è che vi sia un regolamento di conti all'interno del governo e dell'Associazione Patriottica. Questo spiega le diverse posizioni e l'impaccio ad affermare un'unica linea di condotta.
Alcuni vescovi cinesi tirano però una conclusione positiva da tutta la vicenda: l'invito fatto da Benedetto XVI a vescovi ufficiali e non ufficiali ha rafforzato il senso di unità della Chiesa cattolica in Cina e sta facendo crescere la collaborazione fra le comunità. Un altro elemento positivo è che i 4 vescovi, sotto gli occhi di tutto il mondo, sono adesso oggetto di stima da parte dei governi locali: è giunto a loro il messaggio lanciato dal Papa, per il quale l'invito a questi 4 vescovi è un gesto di amicizia e di stima verso la Chiesa e il popolo cinese.

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