Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 16:17

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«Contratto 2005. Più salario, più diritti, più occupazione», grande manifestazione a Torino

TORINO - Centinaia di metalmeccanici piemontesi sono scesi in piazza questa mattina a Torino per partecipare alla manifestazione regionale promossa dai sindacati di categoria a sostegno del rinnovo del biennio economico del contratto scaduto da nove mesi. Ad aprire il corteo che dall'Unione industriale raggiungerà Piazza Castello dove si terrà il comizio conclusivo di Maurizio Landini, a nome di Fim, Fiom e Uilm, lo striscione «Contratto 2005. Più salario, più diritti, più occupazione».
Alla manifestazione, organizzato nell'ambito delle otto ore di sciopero nazionale delle tute blu partecipano i metalmeccanici provenienti da tutte le province del Piemonte che hanno raggiunto il capoluogo con una cinquantina di pullman. Al corteo sono presenti anche i gonfaloni di regione Piemonte, provincia di Torino e alcuni comuni dell'area metropolitana torinese. I metalmeccanici piemontesi stanno sfilando con pettorine gialle che recitano «sono un metalmeccanico, voglio il contratto» e stanno distribuendo fotocopie delle loro buste paga, tra di loro anche alcune tute blu in bicicletta che partecipano al corte scampanellando. La manifestazione in Piemonte interessa circa 300 mila addetti. I sindacati chiedono un aumento salariale di 105 euro al mese più 25 pre chi non ha il contratto integrativo. la proposta di Federmeccanica è di 60 euro.
«La riuscita dello sciopero -commenta per la Fim Antonio Marchina- è un segnale forte a Federmeccanica perchè la trattativa del 4 ottobre prossimo entri nel merito e gli industriali superino le posizioni pregiudiziali che stanno impedendo il rinnovo del contratto». Alla manifestazione di Torino partecipa anche l'assessore al lavoro della regione Piemonte, Angela Migliasso.
«La nostra presenza a questa iniziativa -ha detto- non è solo di solidarietà ma di condivisione dell'obiettivo di lotta. Riteniamo sia tempo che Federmeccanica ammorbidisca le sue posizioni e si sieda al tavolo del trattativa con la volontà di chiudere la vertenza».

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